Quando un militare non è più idoneo al servizio incondizionato a causa di una patologia — riconosciuta o meno come dipendente da causa di servizio — la legge gli garantisce il diritto di transitare nei ruoli civili del Ministero della Difesa. È una misura di protezione importante, pensata per non lasciare solo chi ha dedicato anni alla divisa e si trova ad affrontare problemi di salute seri.
Ma cosa succede quando l'Amministrazione, nel decidere dove assegnare questo militare, ignora le sue condizioni di salute, la sua situazione familiare e la distanza dalla sua residenza? Succede che il provvedimento è illegittimo e può essere annullato dal giudice amministrativo.
È esattamente quello che ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria con una recentissima sentenza , a seguito di un ricorso patrocinato dagli avvocati Maiella e Carbutti, che si trovano ad affrontare la procedura di transito nei ruoli civili.
Il Caso: Il militare assegnato lontano da Casa
Il ricorrente era un ufficiale della Marina Militare che, a seguito dell'insorgenza di patologie psichiche e fisiche, era stato riconosciuto invalido e dichiarato non idoneo al servizio militare incondizionato. In questa condizione, aveva chiesto il transito nei ruoli civili del Ministero della Difesa, chiedendo espressamente di essere assegnato in una sede quanto più vicina possibile alla sua residenza.
Il Ministero ha accolto l'istanza di transito ma ha assegnato l'ufficiale a una sede distante centinaia di chilometri dalla sua residenza, con un profilo professionale. Nel provvedimento non vi era alcuna valutazione seria delle condizioni di salute del militare né delle sue esigenze familiari.
Il militare ha impugnato il decreto davanti al TAR Liguria.
La Sospensiva e il Riesame: Quando il Ministero Conferma l'Errore
Il TAR, già in sede cautelare, ha sospeso il provvedimento e ha chiesto al Ministero di fornire una spiegazione dettagliata: perché non è stato possibile assegnare il militare a una sede più vicina alla residenza? Perché non si è valutata la possibilità di un transito presso un'altra Forza Armata nella regione di residenza?
Il Ministero ha risposto confermando la propria scelta. Nel frattempo, però, la situazione del militare era ulteriormente peggiorata: la sua invalidità era aumentata fino al 67% della capacità lavorativa e nel frattempo era nato un secondo figlio.
Il militare ha quindi proposto motivi aggiunti, impugnando anche questo secondo provvedimento confermativo, allegando le nuove circostanze sopravvenute.
La Sentenza del TAR Liguria: Cosa Ha Stabilito il Tribunale
L'Amministrazione Ha Ignorato le Esigenze del Militare
Il TAR ha accolto i motivi aggiunti e ha annullato i provvedimenti impugnati. Le ragioni sono chiare e meritano di essere comprese da chiunque si trovi in una situazione analoga.
Secondo il Tribunale, il Ministero ha assunto come unico criterio di riferimento la necessità di coprire le sedi più sguarnite, perseguendo la massima soddisfazione dell'interesse pubblico senza alcun contemperamento rispetto alle esigenze personali, sanitarie e familiari del militare. In altre parole: l'Amministrazione ha pensato solo alle proprie necessità organizzative, dimenticando completamente la persona.
Le Condizioni di Salute e la Famiglia Non Possono Essere Ignorate
La normativa applicabile — in particolare la circolare del Ministero della Difesa n. 51229 del 25 luglio 2023 e il relativo Annesso 2 — prevede espressamente che l'Amministrazione possa derogare al criterio delle esigenze funzionali in presenza di:
- documentate e gravi situazioni personali che rendano opportuna l'assegnazione in una sede vicina alla residenza o al domicilio del nucleo familiare;
- particolari esigenze di elevata protezione sociale, adeguatamente documentate.
Nel caso esaminato, vi erano tutti gli elementi che integravano entrambe queste condizioni. Eppure, il Ministero si era limitato a menzionarle nel provvedimento senza procedere a un serio bilanciamento tra l'interesse del dipendente e quello pubblico.
Per il TAR questo è un grave difetto di istruttoria e di motivazione, sufficiente ad annullare il decreto.
Anche la Scelta del Profilo Professionale Era Viziata
Un secondo aspetto importante della sentenza riguarda la scelta del profilo professionale nell'ambito del ruolo civile. La Commissione aveva accertato la compatibilità del militare sia con profili tecnici che con profili amministrativi. Tuttavia, aveva scelto il profilo tecnico senza vagliare se, optando per il profilo amministrativo, fosse possibile assegnare l'interessato a una sede più vicina alla residenza.
Il TAR ha chiarito che questa valutazione comparativa era necessaria: non si trattava di obbligare l'Amministrazione a scegliere il profilo amministrativo, ma di esigere che la scelta del profilo tecnico — con la conseguente assegnazione lontana — fosse sorretta da una motivazione adeguata, che desse conto delle ragioni concrete che rendevano quella specifica assegnazione indispensabile.
Il Transito Può Avvenire anche Presso un'Altra Forza Armata
La sentenza chiarisce anche un punto rilevante sul piano normativo: nessuna disposizione della normativa primaria o del decreto ministeriale esclude che il transito nei ruoli civili possa avvenire nell'ambito di una diversa Forza Armata rispetto a quella di appartenenza. Si tratta di una possibilità concreta, da valutare in sede procedimentale, specialmente quando consentirebbe di assegnare il militare in una sede più vicina alla residenza.
Perché Questa Sentenza è Importante per i Militari
Questa pronuncia del TAR Liguria si inserisce in un filone giurisprudenziale in crescita, che riconosce ai militari dichiarati non idonei al servizio incondizionato una tutela effettiva — e non solo formale — nel momento del transito nei ruoli civili.
I principi affermati sono destinati ad avere ricadute importanti su tutti i casi analoghi:
L'interesse pubblico non può essere l'unico metro di giudizio. L'Amministrazione non può limitarsi a coprire le sedi sguarnite senza confrontarsi seriamente con le condizioni di chi deve essere assegnato.
Le condizioni di salute e familiari devono essere realmente ponderate. Non basta citarle nel provvedimento: occorre dimostrare di averle messe a bilancio in modo serio rispetto all'interesse organizzativo.
La scelta del profilo professionale è parte integrante della valutazione. Se esistono più profili compatibili, l'Amministrazione deve spiegare perché ha scelto quello che porta a una sede lontana anziché quello che avrebbe permesso un'assegnazione più vicina alla residenza.
Il Collegamento con Altri Istituti di Tutela
La sentenza richiama esplicitamente i principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di trasferimenti ex art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (legge quadro sull'handicap), mutuandone le logiche di bilanciamento. Questo collegamento non è casuale: sia nel caso dei trasferimenti ex lege 104 che nel caso del transito nei ruoli civili, il principio cardine è lo stesso — le esigenze dell'Amministrazione devono essere comparate in modo serio con quelle personali e familiari del dipendente, e la motivazione del provvedimento deve darne conto in modo trasparente.
FAQ — Le Domande più Frequenti
Chi ha diritto al transito nei ruoli civili del Ministero della Difesa? Il personale delle Forze Armate dichiarato non idoneo al servizio militare incondizionato, a causa di lesioni dipendenti o meno da causa di servizio, ha diritto al transito nelle qualifiche funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, ai sensi dell'art. 930 del d.lgs. n. 66/2010 (Codice dell'ordinamento militare).
Il militare può scegliere la sede di assegnazione? Non ha un diritto assoluto alla sede, ma può chiedere di essere assegnato in una sede vicina alla propria residenza, soprattutto in presenza di documentate condizioni di salute o situazioni familiari gravi. L'Amministrazione ha il dovere di valutare seriamente questa richiesta e di motivare adeguatamente l'eventuale diniego.
Cosa succede se l'Amministrazione ignora le condizioni di salute del militare? Il provvedimento di transito può essere impugnato davanti al TAR competente. Se il giudice accerta un difetto di istruttoria o di motivazione — cioè che l'Amministrazione non ha ponderato le esigenze del militare — il decreto può essere annullato e l'Amministrazione deve riesaminare il caso.
Qual è il termine per impugnare il decreto di transito? Il termine ordinario per proporre ricorso al TAR è di 60 giorni dalla notificazione del provvedimento. È fondamentale rispettare questo termine per non perdere la possibilità di tutela giurisdizionale.
È possibile chiedere la sospensiva nel frattempo? Sì. Contestualmente al ricorso è possibile chiedere la sospensione cautelare del provvedimento impugnato, se si dimostra che la sua esecuzione causerebbe un danno grave e irreparabile nelle more del giudizio.
Il transito può avvenire presso una Forza Armata diversa da quella di appartenenza? Sì. Il TAR Liguria ha chiarito che nessuna norma lo esclude, e che l'Amministrazione deve valutare anche questa possibilità, specialmente quando consentirebbe al militare di essere assegnato in una sede più vicina alla residenza.
Come Può Aiutarti lo Studio Legale Maiella & Carbutti
Lo Studio Legale Maiella & Carbutti è specializzato in diritto militare e diritto amministrativo militare. Assistiamo i militari in tutte le fasi della procedura di transito nei ruoli civili: dalla presentazione dell'istanza, alla verifica della correttezza del provvedimento di assegnazione, fino all'eventuale ricorso giurisdizionale davanti al TAR competente.
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Nota: Il presente articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Ogni caso presenta caratteristiche proprie che richiedono una valutazione individuale da parte di un professionista. I dati identificativi delle parti coinvolte nel procedimento sono stati omessi nel rispetto della normativa sulla privacy e delle indicazioni del Tribunale.