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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

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Il reato di furto militare (art. 230 c.p.m.p.): disciplina, casi pratici e orientamenti giurisprudenziali

Nel contesto delle Forze Armate e dei corpi militari, il reato di furto assume connotazioni del tutto particolari rispetto a quello previsto dal codice penale ordinario. L’articolo 230 del codice penale militare di pace disciplina in modo specifico il cosiddetto furto militare, una fattispecie che coinvolge esclusivamente personale in uniforme e beni destinati al servizio.

In questo approfondimento, lo Studio Legale Maiella & Carbutti, da anni punto di riferimento in materia di diritto penale militare e disciplina militare, analizza in modo chiaro e dettagliato gli elementi che contraddistinguono questo reato: dalla condotta punita alla differenza con il furto comune, passando per le aggravanti, i beni oggetto del reato, e i principali orientamenti giurisprudenziali.

Se sei un militare sottoposto a indagini o procedimento per furto militare, o desideri semplicemente capire come funziona questa particolare norma, qui troverai una guida completa ed essenziale per orientarti con consapevolezza.

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La truffa militare (art. 234 c.p.m.p.) : natura, struttura e disciplina giuridica

La truffa militare, disciplinata dall’art. 234 del codice penale militare di pace (c.p.m.p.), rappresenta una delle violazioni più gravi all’interno delle Forze Armate e di Polizia ad ordinamento militare. Essa richiama la struttura della truffa comune prevista dal codice penale, ma si distingue per la particolarità del contesto militare, dei soggetti coinvolti e dei beni giuridici tutelati. Capire la natura di questo reato, le sue aggravanti e le implicazioni pratiche è fondamentale per i militari.

Inoltre, la difesa per questi tipi di reati comporta una conoscenza delle norme di diritto militare sia per quanto riguarda il reo che, per quanto riguarda l’eventuale parte civile costituita.

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L'art. 199 c.p.m.p. e i limiti del reato militare

La sentenza n. 25353 del 2019, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un provvedimento di importante chiarificazione in merito all’applicabilità del reato di insubordinazione con ingiuria ex art. 189 c.p.m.p., con particolare riferimento al significato sistematico dell'art. 199 del Codice Penale Militare di Pace (c.p.m.p.).

La Corte affronta una questione cruciale nel diritto penale militare: l’individuazione dei limiti di rilevanza penale delle condotte tra militari quando esse avvengano al di fuori del servizio e in contesti non riconducibili direttamente alla disciplina o all’interesse dell’organizzazione militare. In questo quadro, l’art. 199 c.p.m.p. svolge un ruolo fondamentale quale clausola di esclusione della punibilità per fatti estranei al servizio e alla disciplina.

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Violata consegna. Alcune cose da sapere

Nel precedente articolo è stato affrontato il tema della forzata consegna, in questo affronteremo, invece, quello della violata consegna disciplinato dagli artt. 120 e seguenti del codice penale militare di pace nell'ambito del diritto militare. In questo articolo approfondiremo, infatti, la violata consegna nella sua accezione più comune contenuta nell’art. 120 c.p.m.p.. Grazie all'esperienza maturata dagli avvocati Carbutti e Maiella in tema di diritto militare si vedrà cosa prevede la norma, quando si commette la violata consegna e quindi quali sono le ultime sentenze in riferimento al reato di violata consegna.

Per prima cosa appare opportuno e necessario definire cosa si intenda per “consegna”. Essa è una prescrizione precisa e dovuta in riferimento alle attività che vengono assegnate al militare e pertanto costituisce il presupposto per la successiva, eventuale, configurazione ed imputazione dei reati che di seguito verranno analizzati.

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Ammonimento del questore: come richiederlo, requisiti e procedura

L’ammonimento del Questore rappresenta uno strumento di tutela preventiva contro comportamenti lesivi come lo stalking e la violenza domestica. Questa misura può essere richiesta dalla vittima alla Polizia o ai Carabinieri per essere trasmessa sollecitamente al Questore, prima di presentare una querela, evitando così l’avvio immediato di un procedimento penale. L’ammonimento è efficace nel dissuadere il molestatore, ma può avere conseguenze rilevanti in caso di recidiva. Tuttavia, non sempre può essere emesso legittimamente. Come presentare una richiesta di ammonimento al Questore? Quali sono le conseguenze di un ammonimento? In questo breve articolo approfondiremo, grazie agli avvocati Maiella e Carbutti, le generalità, le conseguenze dell’ammonimento e per quali reati è possibile chiederlo .

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