Un insulto rivolto da un civile a un altro civile non costituisce più reato dal 2016. Lo stesso insulto, rivolto da un militare a un altro militare, resta un reato punito con la reclusione militare. È una delle differenze più nette tra codice penale ordinario e codice penale militare di pace, e riguarda due figure che nella descrizione sembrano identiche ma che nelle conseguenze non lo sono affatto: l'ingiuria (art. 226 c.p.m.p.) e la minaccia (art. 229 c.p.m.p.).
La ragione non sta nella gravità del gesto in sé, ma in ciò che le due discipline proteggono. Il codice penale ordinario tutela l'onore e la libertà morale della singola persona. Il codice penale militare tutela, oltre a questi, la disciplina e il servizio: l'offesa tra militari non incide soltanto su chi la riceve, ma sul funzionamento della struttura in cui entrambi operano.