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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

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Transito Ruoli Civili Ministero Difesa: TAR Annulla Decreto Che Ignora Salute e Famiglia

Quando un militare non è più idoneo al servizio incondizionato a causa di una patologia — riconosciuta o meno come dipendente da causa di servizio — la legge gli garantisce il diritto di transitare nei ruoli civili del Ministero della Difesa. È una misura di protezione importante, pensata per non lasciare solo chi ha dedicato anni alla divisa e si trova ad affrontare problemi di salute seri.

Ma cosa succede quando l'Amministrazione, nel decidere dove assegnare questo militare, ignora le sue condizioni di salute, la sua situazione familiare e la distanza dalla sua residenza? Succede che il provvedimento è illegittimo e può essere annullato dal giudice amministrativo.

È esattamente quello che ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria con una recentissima sentenza, a seguito di un ricorso patrocinato dagli avvocati Maiella e Carbutti, che fissa principi chiari e importanti per tutti i militari che si trovano ad affrontare la procedura di transito nei ruoli civili.

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Trasferimento per incompatibilità ambientale nei militari: casi, motivazione e ricorso

Il trasferimento per incompatibilità ambientale è un provvedimento amministrativo con cui l’Amministrazione militare può disporre lo spostamento del personale quando la permanenza nella sede viene ritenuta incompatibile con il buon andamento del reparto o con l’efficienza del servizio. Pur non essendo una sanzione disciplinare, il provvedimento deve essere adeguatamente motivato, proporzionato e conforme ai principi di ragionevolezza previsti dalla giurisprudenza amministrativa.

L’incompatibilità ambientale è un istituto giuridico che riguarda molti settori del pubblico impiego, con particolare rilevanza per militari, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Si tratta di un provvedimento amministrativo adottato per garantire il buon funzionamento e il prestigio dell’amministrazione, soprattutto in situazioni dove il rapporto tra un dipendente e l’ambiente lavorativo risulta compromesso.

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Accesso agli atti dei militari: TAR Piemonte accoglie il ricorso . Analisi recente sentenza

La recente sentenza del TAR Piemonte, Sezione Terza, n. 1672 del 22 ottobre 2025, la cui difesa è stata patrocinata dagli avvocati Maiella e Carbutti, affronta una questione di grande rilievo in tema di diritto di accesso ai documenti amministrativi, ribadendo il valore sostanziale di tale istituto come strumento di trasparenza e di tutela del diritto di difesa.
Il caso trae origine dal ricorso di un militare dell’Esercito che aveva presentato due distinte istanze di accesso agli atti, finalizzate a ottenere copia della documentazione relativa agli incarichi e alle attività effettivamente svolte, utile per contestare alcune valutazioni caratteristiche. La prima istanza era stata rigettata con motivazioni ritenute insufficienti; la seconda, più dettagliata e circoscritta a specifici periodi e documenti, non aveva ricevuto alcuna risposta, determinando un silenzio significativo da parte dell’Amministrazione.

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Nuovo ricorso accolto in merito ad un trasferimento ai sensi della 104 del 1992: la presenza di altri familiari costituisce un limite?

Importante Vittoria al TAR dello Studio Legale degli Avvocati Maiella e Carbutti che hanno patrocinato un ricorso di un militare a cui era stato rigettato più volte un trasferimento per assistere il cognato, disabile in situazione di gravità.

La presenza di altri familiari non costituisce automaticamente motivo di rigetto del trasferimento ai sensi dell’art. 33, comma 5, della Legge 104/1992.
L’amministrazione è infatti tenuta a verificare concretamente se tali soggetti siano realmente in grado di garantire un’assistenza effettiva, continuativa e adeguata al familiare con disabilità grave.

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Sanzioni disciplinari militari - recente ricorso accolto: principi di motivazione, imparzialità e proporzionalità

Le sanzioni disciplinari militari rappresentano uno degli istituti caratterizzanti l’ordinamento militare tra i più delicati e controversi con cui l’Amministrazione tutela la disciplina e il prestigio delle Forze Armate. Una recente sentenza del TAR Veneto, il cui ricorso è stato patrocinato dagli avvocati Maiella e Carbutti, ha offerto l’occasione per riflettere su alcuni principi generali che regolano la materia: dalla necessità di una motivazione chiara e puntuale, all’obbligo di dimostrare un effettivo nesso causale tra la condotta e il danno arrecato, fino ai doveri di imparzialità e proporzionalità che devono sempre guidare l’azione disciplinare. In questo contributo analizziamo i punti salienti della decisione e le implicazioni per il diritto militare.

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