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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

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Documentazione caratteristica e carenza di armonia

La carenza di armonia è l'incoerenza tra le voci analitiche, i giudizi espressi da compilatore e revisori e la qualifica finale di un documento caratteristico militare. Quando questi elementi non si tengono tra loro, la valutazione perde la sua logica interna e il documento può essere contestato con ricorso gerarchico o con ricorso al TAR.

La documentazione caratteristica, conosciuta anche come note caratteristiche, riguarda il personale di Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. Pesa sull'avanzamento di grado, sugli incarichi e sulla progressione di carriera. Per questo un errore di coerenza, anche apparentemente formale, può avere conseguenze concrete e durature.

Cos'è la documentazione caratteristica.

La documentazione caratteristica è l'insieme dei documenti con cui l'Amministrazione valuta periodicamente le qualità e il rendimento del militare. Il giudizio del compilatore è espressione di discrezionalità tecnica: il giudice amministrativo non lo sostituisce con il proprio, ma può verificarne la logicità, la coerenza e la motivazione.

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Causa di servizio e patologie tumorali: la prova spetta all'Amministrazione

Un militare impiegato in missioni internazionali si ammala di una patologia tumorale del sistema linfatico. Chiede il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e il conseguente equo indennizzo. L'Amministrazione nega, sulla base del parere del Comitato di verifica per le cause di servizio, ritenendo non dimostrato il collegamento tra la malattia e l'attività prestata. Il giudice amministrativo di primo grado conferma il diniego. In appello, però, la decisione viene ribaltata.

Il punto giuridico è tanto semplice quanto decisivo: per determinate patologie tumorali e per determinati contesti operativi, il militare non deve dimostrare il nesso di causalità tra la malattia e il servizio. È l'Amministrazione a dover dimostrare il contrario. Questo articolo spiega, in termini accessibili, come funziona questo meccanismo probatorio, quali sono i presupposti da provare e quando un parere del Comitato di verifica può essere considerato illegittimo.

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Ultime sentenze vittime del dovere: prescrizione, status e benefici economici

Tra le ultime sentenze in materia di vittime del dovere si segnalano tre pronunce ottenute dallo Studio Legale Avvocati Maiella e Carbutti (clicca qui per i contatti) davanti ai Tribunali del Lavoro e alle Corti d'Appello. Le decisioni affrontano con rigore il tema della prescrizione dello status di vittima del dovere, offrendo chiarimenti rilevanti tanto per gli operatori del diritto quanto per i soggetti coinvolti.

Ne emerge un punto fermo sull'imprescrittibilità dello status, distinto dalla prescrizione dei benefici economici spettanti alle vittime del dovere, che segue regole differenziate a seconda della prestazione considerata.

Le pronunce forniscono inoltre una concreta applicazione dei criteri per il riconoscimento dello status e per la quantificazione dell'invalidità permanente alla luce delle tabelle vittime del dovere (clicca qui per leggere la tabella aggiornata), utili per determinare l'entità delle prestazioni dovute.

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Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale - Art. 1393 Com e assoluzione in sede penale

Sei stato assolto in sede penale, ma l'Amministrazione militare ha comunque avviato un procedimento disciplinare per gli stessi fatti. È legittimo? La risposta, in sintesi, è: dipende dalla formula con cui sei stato assolto.

Non tutte le assoluzioni producono lo stesso effetto sul piano disciplinare. Alcune formule di proscioglimento bloccano definitivamente l'azione dell'Amministrazione; altre, invece, lasciano all'Amministrazione stessa la possibilità di valutare autonomamente i fatti e sanzionarli. La norma di riferimento è l'art. 1393 del Codice dell'Ordinamento Militare (D. Lgs. 66/2010), che oggi regola in modo molto diverso rispetto al passato il rapporto tra i due procedimenti.

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Mobbing militare e rimedi

Il mobbing militare è un insieme di comportamenti ostili, sistematici e reiterati, posti in essere ai danni di un militare o di un appartenente alle Forze di polizia, uniti da un intento persecutorio, con l'effetto di emarginare la vittima o di lederne la salute psicofisica. Non costituisce un reato autonomo nel nostro ordinamento, ma può assumere rilevanza sul piano risarcitorio e, in taluni casi, anche su quello penale: il militare può agire davanti al giudice amministrativo per ottenere il risarcimento del danno.

Sempre più spesso militari e appartenenti alle Forze di polizia ad ordinamento civile si rivolgono allo Studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti per comprendere se quanto accaduto loro possa configurare condotte illecite riconducibili al cosiddetto mobbing. In questo approfondimento delineeremo gli elementi essenziali della fattispecie, spiegheremo come si prova e quali rimedi esistono: in altre parole, quando si può realmente parlare di “mobbing con le stellette”.

Ciao! Contatta via WhatsApp gli avvocati Maiella e Carbutti oppure scrivi studiolegale.cm@hotmail.com

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