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MILANO - ROMA - VERONA

Riqualifica militari: Il TAR annulla il provvedimento per carenza di motivazione
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Riqualifica militari: Il TAR annulla il provvedimento per carenza di motivazione

Gli avvocati Maiella e Carbutti, esperti nella trattazione di problematiche legate al diritto militare hanno ottenuto un’altra grande vittoria dinanzi al TAR Lombardia in un recentissima sentenza che deve essere considerata storica in quanto da un lato limita il potere di attribuire un determinato incarico senza una reale e concreta motivazione e, dall’altro, sancisce che anche per le riqualifiche debba ritenersi necessaria un ‘opportuna valutazione e ponderazione delle decisioni che non devono essere contrarie ai principi fondamentali del diritto amministrativo.

Il caso affrontato dagli avvocati Maiella e Carbutti riguarda un sottufficiale dell’esercito che nel corso della sua pluriennale carriera di tecnico specialista si vede riqualificare in maresciallo di compagnia senza un’adeguata motivazione.

Il suo reparto avvia la procedura di riqualifica diretta chiedendo allo Stato Maggiore la determina del nuovo incarico basando la richiesta su diverse ragioni.

Ritenendo che il provvedimento sia illegittimo anche in considerazione della perdita di professionalità decide di ricorrere al TAR il quale oltre ad annullare i provvedimenti impugnati condanna l’amministrazione a 3000 euro oltre oneri di legge e restituzione del contributo unificato.

 

IL RICORSO

Il ricorso presentato dal Sottufficiale si basava sui seguenti motivi di impugnazione:

  1. Cambio di Incarico e Demansionamento: Il ricorrente, ha ricoperto per lungo tempo la posizione di "Tecnico Elettronico", incarico ad elevata specializzazione. Questo incarico prevede la manutenzione e riparazione di un sofisticato sistema missilistico. Tuttavia, con il provvedimento impugnato, è stato riqualificato "direttamente" alla posizione di "Maresciallo di Batteria", che non richiede le stesse competenze tecniche e specialistiche, determinando di fatto un demansionamento e la perdita della professionalità acquisita.
  2. Assenza di Esigenze Funzionali: Il provvedimento di riqualifica "diretta" è stato giustificato come necessario per soddisfare esigenze funzionali del Reparto. Tuttavia, non sono state specificate le reali esigenze funzionali che avrebbero giustificato il cambiamento. Al contrario, il cambio di incarico ha aggravato, di fatto, la carenza di personale qualificato nell'organico dei "Tecnici Elettronici", compromettendo la capacità operativa del reparto.
  3. Violazione delle Direttive Militari: La riqualifica "diretta" non rispetta le direttive militari in vigore, come la Direttiva "La Riqualifica dei Sottufficiali" Ed. 2020 e la Direttiva "P-001" sulle procedure per l'impiego del personale militare.

 

LA SENTENZA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha quindi accolto il ricorso del sottufficiale concordando con la tesi difensiva e basando la decisione sui seguenti motivi: 

  1. Violazione di Norme Procedurali e di Merito:

Innanzitutto, la norma prevede che il personale rinviato a giudizio per delitto non colposo non possa avanzare di carriera. Nel caso in commento, posto che si tratta di riqualificazione e non di avanzamento, la procedura “diretta” è stata effettuata per ragioni non attinenti al reale impiego del militare, il che contravviene alle disposizioni di legge.

  1. Mancanza di Reali Esigenze Funzionali:

L'Amministrazione non ha dimostrato con sufficienza le reali esigenze funzionali per la riqualifica. I dati numerici forniti non hanno giustificato la necessità del cambio incarico, poiché la copertura delle posizioni organiche sarebbe stata più equilibrata senza che questa fosse avvenuta. Inoltre, la direttiva prevede che la riqualificazione diretta può essere disposta solo per sopperire a reali esigenze funzionali, non per rispondere a esigenze personali o legate ad altre problematiche.

  1. Condanna dell'amministrazione:

Il Tribunale ha annullato gli atti di riqualificazione, ritenendoli illegittimi. Ha inoltre condannato l'Amministrazione resistente a rifondere al ricorrente le spese legali, quantificate in 3.000 euro, oltre al rimborso forfettario del 15%, CPA e IVA se dovuta.

 

CONCLUSIONI

Questa sentenza è molto importante sotto diversi profili. Innanzitutto, il TAR emana una sentenza che entra direttamente nell’attività di Comando e incide direttamente sull’impiego dei militari che hanno quindi una tutela maggiore laddove tale impiego sia contrassegnato da evidenti vizi. La sentenza, inoltre, evidenzia come sia necessaria l'esperienza e la competenza di avvocati esperti nelle specifiche tematiche del diritto militare, come lo sono gli Avvocati Maiella e Carbutti.

 

Cosa fare in caso di provvedimento ritenuto illegittimo?

CONTATTA subito lo Studio Legale degli avvocati Maiella e Carbutti all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti) ed inviaci il provvedimento per un'attenta valutazione del caso. 

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