Con una recente sentenze del giugno 2026, il Consiglio di Stato chiarisce che l'obbligo di procedere "senza ritardo" nel procedimento disciplinare militare non introduce un termine perentorio: una contestazione entro trenta giorni dalla piena conoscenza dei fatti è certamente tempestiva; oltre tale soglia, spetta all'Amministrazione dimostrare le ragioni concrete che hanno reso necessario il differimento.
Chi indossa una divisa sa quanto una sanzione disciplinare, anche la più lieve, possa incidere sulla propria carriera. Per questo il fattore tempo — quanto l'Amministrazione impiega a contestare un addebito — è da sempre uno dei terreni difensivi più battuti. Una recente pronuncia del Consiglio di Stato ridisegna, però, i confini di questo argomento, con conseguenze pratiche importanti per ogni militare che si trovi ad affrontare un procedimento disciplinare.