In un mondo sempre più interconnesso, la sicurezza informatica e la protezione dei dati sono diventate questioni di primaria importanza, specialmente quando si tratta di sistemi informativi utilizzati dalle forze dell'ordine e da altri enti governativi. Il caso che qui verrà analizzato riguarda un militare dell’Arma dei Carabinieri imputato per il delitto previsto dall’art. 615-ter c.p. “accesso abusivo a un sistema informatico o telematico” che è stato assolto dall'accusa di accesso abusivo a un sistema informatico con formula piena anche grazie alla difesa degli Avvocati Maiella e Carbutti che emergono come figure di spicco, grazie alla loro profonda esperienza e specializzazione in diritto militare.
L'art. 42 bis del Decreto legislativo n. 151 del 2001 è un istituto che permette l'assegnazione temporanea e quindi il trasferimento di sede per la durata di tre anni, presso una sede ubicata nella provincia o nella Regione dove l'altro genitore svolge l'attività lavorativa in presenza di un figlio di età inferiore ai tre anni. E' impropriamente conosciuta come una legge che permette il ricongiungimento familiare in favore del pubblico dipendente e quindi anche dei militari, anche se in realtà la norma tutela la genitorialità e quindi a nulla rileva lo stato dei relativi genitori.
Per quanto concerne il personale militare, i requisiti per ottenere un'assegnazione temporanea ex. articolo 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001, sono più stringenti e le ultime sentenze confermano che l'Amministrazione procede ad un rigetto e ad un diniego in maniera più marcata rispetto a quanto avviene con il pubblico impiego in generale. Come detto, l'assegnazione temporanea ex. art. 42 bis è molto specifica rispetto al personale dell'esercito, della marina, dell'aeronautica, dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia, della Guardia Costiera ed anche del personale appartenente ai Vigili del Fuoco.
Come noto il correttivo dei riordini di cui ai decreti Legislativi 172 e 173 del 2019 ha modificato quelle che in parte erano ritenute delle evidenti criticità e disparità di trattamento create con il precedente riordino del 2017 di cui ai D. Lgs. 94 e 95 del 2017.
Ma in realtà è stato così oppure ha introdotto nuove e maggiori criticità soprattutto per quanto concerne alcuni diritti costituzionalmente garantiti come la tutela della genitorialità?
Cosa significa trasferimento per incompatibilità ambientale? Quando può diventare un atto illegittimo? Può essere considerata un'ulteriore sanzione? Gli avvocati Maiella e Carbutti sono stati interessati più volte in relazione a trasferimenti per incompatibilità ambientale.
Il trasferimento del militare per incompatibilità ambientale, infatti, è un tema complesso che riguarda principalmente le forze armate, come carabinieri e guardia di finanza, ma non solo. Questo tipo di trasferimento può essere disposto quando l’ambiente di lavoro diventa inadatto per il militare a causa di tensioni o problematiche specifiche. Le ultime sentenze sul trasferimento d’autorità sottolineano l’importanza di un’adeguata motivazione e trasparenza nel procedimento. Per i militari coinvolti in questo tipo di procedura, è fondamentale rivolgersi a un avvocato esperto in questo tipo di procedimento e nello specifico del trasferimento per incompatibilità ambientale, in modo che possa fornire assistenza legale nel preparare memorie o osservazioni in esito ad un avvio di procedimento, in modo da contrastare eventuali illegittimità dei provvedimenti di trasferimento non giustificati. I procedimento di trasferimento d’autorità per incompatibilità ambientale devono essere ben motivati, come stabilito dalle ultime sentenze, ed è cruciale comprendere le norme che regolano la trasparenza nel procedimento amministrativo per incompatibilità ambientale.
In questo articolo approfondiamo il concetto di abuso di potere nel diritto militare, esaminando i reati di violenza, minaccia e ingiuria contro inferiori. Analizziamo le pene previste e l'elemento soggettivo coinvolto, esplorando anche l'uso di espressioni gergali o di caserma come fattori rilevanti. Affidati agli esperti avvocati Selene J. G. Maiella e Pasquale Carbutti per la consulenza in materia di Diritto Penale Militare.
In ambito militare e più specificatamente nel diritto militare si sente spesso parlare di abuso d'autorità da parte del superiore gerarchico, sia esso Comandante di squadra / plotone / Compagnia / Reparto / corpo. In realtà non tutti conoscono il vero significato dell’abuso d'autorità e a quale reato specifico si colleghi. Infatti, per la configurabilità dei reati connessi con l’abuso d'autorità bisogna approfondire ciascuna singola fattispecie e quindi comprendere se possano essere o meno inquadrabili quali autonomi reati, o se, invece, costituiscono ben altre forme delittuose contemplate in altre parti del codice penale militare di pace ovvero in quello ordinario.
In tema di idoneità ai concorsi pubblici per l’accesso alle carriere delle Forze Armate e di polizia, uno dei requisiti di sbarramento e di non idoneità che più preoccupa i candidati è certamente quello della presenza sul corpo di uno o più tatuaggi. Infatti, oggigiorno è invalsa l’abitudine per i più o meno giovani, di farsi fare dei tatuaggi senza però sapere che possono essere causa di esclusione concorsuale futura. Purtroppo, in giovane età, non tutti sanno che la presenza di un tatuaggio potrebbe creare non pochi problemi per accedere ai concorsi per l’accesso nell’Arma dei Carabinieri, nella polizia, nella Guardia di Finanza o comunque più in generale per accedere nelle scuole di formazione delle forze armate e forze di polizia (accademie, scuole marescialli e scuole di formazione).
Molto spesso vengono poste agli Avvocati Maiella e Carbutti - esperti in ricorsi avverso procedure selettive in concorsi pubblici - quali possono essere i motivi di esclusioni, se un tatuaggio possa rappresentare motivo di non idoneità o se ancora, in presenza di un tatuaggio, quali siano le caratteristiche per poter superare le visite mediche.
Infatti, molti bandi di concorso prevedono delle forti limitazioni in merito alla presenza di tatuaggi sul corpo. Limitazioni che nel corso degli anni si sono fatte sempre più stringenti.
Tuttavia, come spesso accade nei ricorsi amministrativi, non sempre gli orientamenti sono costanti nel tempo e seguono un filone consolidato.
È il caso di una recentissima e ultima sentenza del TAR Lazio che ha visto condannare l’amministrazione alle spese di giudizio e quindi accogliere un ricorso in merito all’esclusione del candidato per la presenza di tatuaggi in parti non visibili indossando le uniformi di servizio. La sentenza ha quindi dichiarato l'illegittimità dell'esclusione e della graduatoria conclusiva, riammettendo il giovane candidato.