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ALLOGGI DEMANIALI O DI SERVIZIO – Illegittima la procedura di assegnazione e Accolto Ricorso al TAR

ALLOGGI DEMANIALI O DI SERVIZIO – Illegittima la procedura di assegnazione e Accolto Ricorso al TAR

La questione degli alloggi demaniali, compresi gli alloggi ASI e AST, è un argomento di grande rilevanza per il personale delle forze armate. Spesso, il processo di assegnazione, concessione e determinazione del canone può essere soggetto a illegittimità o inesattezze. In questa situazione, l'intervento di avvocati specializzati in diritto militare, come gli avvocati Maiella e Carbutti, diventa fondamentale.

La recente vittoria degli avvocati Maiella e Carbutti presso il TAR Lombardia ha messo in luce la loro competenza in casi complessi riguardanti la decadenza della concessione di alloggi demaniali e la problematica del canone sine titulo degli alloggi ASI e AST.

 

Cosa sono gli alloggi demaniali, quali categorie esistono e a chi vengono concessi? 

Gli alloggi demaniali sono disciplinati dagli artt. 311 e seguenti del DPR 15 marzo 2010, n. 90. Gli alloggi demaniali rappresentano una risorsa fondamentale per il personale militare e, in alcuni casi, per i dipendenti civili del Ministero della Difesa. Queste strutture offrono non solo una casa, ma anche la sicurezza e la comodità, in molti casi, di vivere vicino al luogo di lavoro.

Gli alloggi demaniali sono unità abitative di proprietà dello Stato. Questi alloggi sono destinati a fornire alloggio temporaneo al personale delle forze armate e, in alcuni contesti, ai dipendenti civili del Ministero.

L’art. 313 del DPR 90 del 2010 indica le categorie degli alloggi di servizio distinguendoli in:

a) alloggi di servizio gratuiti per consegnatari e custodi (ASGC): per il personale militare e civile al quale sia affidata, in modo continuativo, la custodia dell'edificio o dell'impianto in cui sia compreso l'alloggio; per il personale militare e civile al quale siano affidate, in modo continuativo, mansioni di consegnatario di deposito o magazzino isolato e che alloggi sul posto. Rientrano in tale categoria anche gli alloggi che, per motivi di funzionalità e di sicurezza, siano ubicati all'esterno degli edifici e degli impianti;

b) alloggi di servizio connessi con l'incarico, con annessi locali di rappresentanza (ASIR): per i titolari di incarichi che comportino obblighi di rappresentanza inerenti alle proprie funzioni;

c) alloggi di servizio connessi con l'incarico (ASI): per il personale al quale siano affidati incarichi che richiedano la costante presenza del titolare nella sede di servizio per il soddisfacimento delle esigenze di funzionalità e sicurezza del servizio medesimo;

d) alloggi di servizio di temporanea sistemazione per le famiglie dei militari (AST): a rotazione, per il personale con carico di famiglia che presti servizio nel presidio ovvero nella circoscrizione alloggiativa o nell'ambito dell'organizzazione periferica territoriale, determinata con direttiva degli Stati maggiori, in cui sia ubicato l'alloggio;

e) alloggi di servizio per le esigenze logistiche del personale militare in transito e dei familiari di passaggio (APP);

f) alloggi di servizio per le esigenze logistiche del personale militare imbarcato e dei familiari di passaggio (SLI);

g) alloggi collettivi di servizio, nell'ambito delle infrastrutture militari, per ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente destinati nella sede (ASC): per il personale militare, celibe o coniugato senza famiglia al seguito, nei quali ogni interessato possa disporre di una sola camera, con o senza bagno.

 

L’art. 317, poi, indica quelle che sono le categorie di personale della Difesa ammessa alle concessioni:

a) alloggi ASGC, ASIR, ASI: al personale militare e civile, limitatamente agli incarichi previsti, che presti effettivo servizio presso comandi, enti e reparti con sede nel presidio ovvero

nella circoscrizione alloggiativa;

b) alloggi AST: al personale militare, con carico di famiglia, che presti effettivo servizio presso comandi, enti e reparti con sede nel presidio ovvero nella circoscrizione alloggiativa e che

appartenga alle categorie degli ufficiali, dei sottufficiali e dei volontari in servizio permanente;

c) alloggi APP: agli ufficiali, ai sottufficiali e ai volontari in servizio permanente, con o senza famiglia al seguito, che prestino servizio presso comandi, enti e reparti indipendentemente dalle

sedi di servizio; al personale in quiescenza, fatte salve le prioritarie esigenze del personale in servizio;

d) alloggi SLI: agli ufficiali, ai sottufficiali e ai volontari in servizio permanente, con o senza famiglia al seguito, che prestino servizio a bordo di unità navali, con diritto di priorità per il

personale imbarcato su unità navali non assegnate alla sede in cui si trova l'alloggio;

e) alloggi ASC: agli ufficiali, ai sottufficiali e ai volontari in servizio permanente, celibi o coniugati senza famiglia al seguito, secondo il seguente ordine di priorità:

1) personale che presti servizio nel comprensorio nel quale è ubicato l'alloggio;

2) personale che presti servizio nell'ambito del presidio ovvero della circoscrizione

alloggiativa.

Gli articoli 318 e 319, poi, indicano rispettivamente quelli che sono le causa di esclusione dalla concessione la durata delle stesse.

 

Ma cosa succede se si occupa un alloggio per il quale non si ha più titolo ad averne la concessione?

Un utente non più in titolo viene definito “sine titulo”. Ma la questione è molto complessa e non sempre è possibile rinvenire una risposta certa all’interno del TUOM. Di regola una volta decaduti dalla concessione il canone, prima agevolato, viene rideterminato sulla base di una serie di fattori, tra cui il reddito degli occupanti. In molti casi, si può passare ad un canone aumentato addirittura del triplo.

Il caso che è stato affrontato dallo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti riguarda un Ufficiale dell’Esercito trasferito d’autorità dopo esser decaduto dall’alloggio ASI e dopo aver presentato domanda di assegnazione dell’alloggio AST.

Orbene, tra i molteplici errori che l’amministrazione ha effettuato nella procedura di stesura delle graduatorie e di assegnazione degli stessi alloggi, il TAR Lombardia, tra si è soffermato sulla censura maggiormente rilevante ritenendo assorbenti gli altri motivi.

Ed in particolare è stato rilevato dai Giudici Amministrativi che “Nella specie, il ricorrente ha richiesto tempestivamente – secondo quanto previsto dall’art. 324, comma 3, del citato D.P.R. n. 90 del 2010 – l’assegnazione dell’alloggio A.S.T., evidenziando, come indicato in precedenza, la sua situazione familiare. Quindi risultano illegittimi sia gli atti con cui è stato avviato il recupero dell’alloggio occupato dal predetto ricorrente sia i provvedimenti con cui è stata applicata, in via sanzionatoria, la rideterminazione del canone, qualificando il militare come occupante abusivo dell’immobile. Peraltro, il ricorrente ha altresì segnalato la presenza nel suo nucleo familiare di un disabile grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992. Tale circostanza determina la sussistenza di una ulteriore ragione per la permanenza della famiglia del ricorrente (addirittura) nell’alloggio A.S.I (…) Ne discende che al ricorrente (e alla sua famiglia) deve essere garantita la permanenza nell’alloggio assegnato, alle condizioni agevolate previste dall’art. 335 del D.P.R. n. 90 del 2010, avendo il ricorrente formulato la domanda di alloggio A.S.T.” (TAR Lombardia -Sz. IV - sent. 3071-2023)

La presenza di un disabile è solo uno dei motivi che può determinare la permanenza nell’alloggio demaniale e l'applicazione del canone agevolato anche dopo il termine della concessione. Ve ne sono infatti di altri che possono garantire comunque lo stesso diritto.

 

Conclusioni

In conclusione, è importante sottolineare il ruolo cruciale degli avvocati Maiella e Carbutti in questa problematica. Grazie alla loro competenza e profonda conoscenza del diritto militare, hanno ottenuto un’altra significativa vittoria in favore dei propri assistiti, come dimostrato dai numerosi successi nel campo del diritto militare sia amministrativo che penale. Il loro impegno e la loro esperienza hanno avuto un impatto decisivo nella risoluzione di complesse questioni.

Il lavoro dello studio legale sottolinea l'importanza di una consulenza specializzata in questo campo al fine di navigare e scandagliare le numerose e complesse norme che disciplinano il diritto militare.

 

Come contattare gli avvocati esperti in Diritto Militare Maiella e Carbutti

Gli avvocati Maiella e Carbutti vantano centinaia di ricorsi patrocinati, molti dei quali con esito positivo. La loro esperienza è stata anche trasfusa nel primo manuale esplicativo, proprio in diritto amministrativo militare. Gli avvocati operano principalmente a Milano, dove sono iscritti al foro di competenza, ma possono fornire assistenza e tutela legale in tutta Italia. 

Per assistenza, valutazione del documento caratteristico o per fissare una consulenza, CONTATTA subito lo Studio Legale Maiella e Carbutti all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , al numero 351-8799894 (avv. Maiella) oppure al numero 345-2238661 (avv. Carbutti) . 

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