fbpx

 

DIRITTO MILITARE - DIRITTO PENALE MILITARE - CONCORSI PUBBLICI - DIRITTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

MILANO - ROMA - VERONA

Mobbing

Gli avvocati Maiella e Carbutti, nel corso della sua carriera ha anche trattato e risolto diversi casi relativi al cd. Mobbing. A livello generale il mobbing viene definito come quel complesso di comportamenti posti in essere a danno di un dipendente consistenti in sistematici e ripetuti atti ostili che finiscono per assumere forme di violenza morale o di persecuzione psicologica. Con tali comportamenti si intende limitare, offendere, perseguitare e ledere l’equilibrio psicofisico del lavoratore in modo da indurlo all’esclusione dall’ambito/gruppo lavorativo di appartenenza.

Il problema in ambito militare sta proprio nella prova dell’aver subito comportamenti del tipo descritto: l’ambito militare è di per sé caratterizzato dalla presenza di rigide regole e ordini impartiti dai superiori, di conseguenza in un tale contesto provare che tali comportamenti/ordini siano stati posti in essere per ledere la salute del soggetto non è agevole, ma comunque non impossibile. La presunta vittima dovrà infatti provare gli elementi qualificanti il mobbing, e in particolare verrà in rilievo la prova del collegamento tra la condotta lesiva, il danno subito e il contesto lavorativo, proprio in ragione del fatto che in ambito militare è elemento essenziale il ruolo rivestito dalle parti all’interno del contesto lavorativo (grado, ruolo, posizione di superiorità, mansioni svolte), non potendosi parlare di mobbing solo in ragione del fatto che sia stato impartito un ordine, seppur severo e non gradito, da parte di un superiore.

Il mobbing non è contemplato dal codice penale quale autonoma fattispecie di reato, quindi per valutare se i comportamenti riferibili a tale condotta possano avere rilevanza penale, si dovrà fare riferimento ad altre fattispecie di reato (quali ad esempio quella prevista dall’art. 572 c.p., Maltrattamenti contro familiari e conviventi).

Allo stesso modo la condotta in esame può essere ricondottaall’196 c.p.m.p., Minaccia o ingiuria a un inferiore:

Il militare, che minaccia un ingiusto danno ad un inferiore in sua presenza, è punito con la reclusione militare da sei mesi a tre anni.

Il militare, che offende il prestigio, l'onore o la dignità di un inferiore in sua presenza, è punito con la reclusione militare fino a due anni.[…]”.

Le conseguenze derivanti dal mobbing, anche in ambito militare, integrano un’ipotesi di malattia professionale suscettibile di valutazione da parte del medico legale. Il riconoscimento effettuato da quest’ultimo, alla presenza dei presupposti su indicati, costituisce il fondamento della pretesa risarcitoria da parte della vittima, sia per quanto riguarda il danno patrimoniale e sia per il danno alla salute psico-fisica. Pertanto, una volta accertata la presenza della malattia professionale e una volta provata (da parte della vittima) la sistematicità dei comportamenti, l’intento persecutorio, il danno subito e la riconducibilità dell’evento dannoso al comportamento/contesto lavorativo in cui la vittima è inserita, questa avrà diritto al risarcimento del danno.

Se ritieni di essere stato vittima di una di tali situazioni, contattaci senza impegno all’indirizzo email studiolegale.cm@hotmail.com ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti).

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Vittime del dovere e del terrorismo

Molti sono i casi trattati dagli avvocati Maiella e Carbutti nell'ambito delle cosiddette vittime del dovere e soggetti equiparati. Infatti, sono frequenti i rigetti sia perchè l'amministrazione non ritiene che l'evento ricada in quelli previsti per il riconoscimento e sia perchè ritiene (erroneamente) che il diritto sia prescrivibile. I militari Carabinieri, Finanzieri, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica che abbiano contratto infermità dipendenti da causa di servizio e che per le modalità con cui siano state contratte possano determinare il riconoscimento del relativo status possono avanzare domanda ed in caso di rigetto possono adire il Tribunale Ordinario - Sezione Lavoro. Infatti, la normativa in materia di vittime del dovere e vittima del terrorismo è estremamente specifica e complessa.

La vittima del dovere è il soggetto, sia esso militare o civile, che abbia subito un’invalidità permanente ovvero sia deceduto durante un’attività di servizio ovvero nell’espletamento delle funzioni d’istituto per effetto diretto delle lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi in una serie di circostanze ben definite.

Vi sono poi le vittime del dovere c.d. “equiparate” ovvero coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

Se ritieni di essere stato vittima di una di tali situazioni, contattaci senza impegno all’indirizzo email studiolegale.cm@hotmail.com ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti).

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Cause di servizio

Gli avvocati militari Maiella e Carbutti, nell'ambito del diritto militare, ha maturato anche considerevole esperienza per quanto concerne le cause di servizio. Infatti, accade frequentemente che il militare, durante la carriera, più o meno lunga, si trovi a soffrire di patologie, lesioni o infermità contratte o aggravate durante il servizio o comunque per causa di servizio. Qualora la patologia sia dipendente dal servizio, come unica causa scatenante ovvero quale concausa determinante causandone l’insorgenza ovvero l’aggravamento, il militare potrà presentare istanza di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia. Per ottenere riflessi pensionistici è importante che la causa di servizio venga riconosciuta ascrivibile alla cd. Tabella A.

L’istanza può essere presentata anche d’ufficio laddove sia altamente presumibile – ai limiti della certezza – che la patologia o infermità siano derivanti dal servizio.

Qualora la patologia abbia determinato il decesso del militare, l’istanza e i relativi benefici sono da individuarsi a capo degli eredi del de cuius

L’istanza dovrà essere correttamente compilata e corredata da tutta la documentazione necessaria a provare il nesso causale tra la patologia ed il servizio.

Una volta presentata l’istanza, il militare dovrà essere sottoposto ad almeno una visita presso la CMO competente e ad una valutazione del Comitato di Verifica delle Cause di servizio.

I rimedi esperibili avverso un eventuale rigetto dell’istanza di riconoscimento della causa di servizio ovvero di errata quantificazione dell’equo indennizzo sono il ricorso al TAR, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ovvero il ricorso alla Corte dei Conti, avente giurisdizione piena ed esclusiva in materia pensionistica nella quale rientra proprio la tematica delle cause di servizio. L’unico di questi rimedi per i quali è necessaria e imprescindibile la presenza di un Avvocato è il ricorso al TAR.

È bene però valutare comunque il ricorso all’assistenza di un esperto nel settore per garantire la propria piena difesa nel giudizio anche nella fase di presentazione dell'istanza al fine di addivenire ad un più probabile riconoscimento.

Qualora fosse necessaria assistenza in fase di redazione dell’istanza ovvero per la proposizione di rimedi avverso il rigetto della stessa, non esitare a contattare lo Studio Legale degli avvocati Maiella e Carbutti all’indirizzo email studiolegale.cm@hotmail.com ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti).

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Documentazione caratteristica - Assistenza e tutela legale

LA DOCUMENTAZIONE CARATTERISTICA (NOTE)

Gli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in Diritto Militare, offrono assistenza e tutela legale su tutto il territorio nazionale, nella redazione dei ricorsi avverso la documentazione caratteristica, conosciute, impropriamente, come “note caratteristiche”. Questi documenti riportano una valutazione del personale militare attraverso 5 gradazioni di rendimento: Eccellente, Superiore alla Media, Nella Media, Inferiore alla Media e Insufficiente. Le prime tre sono considerate valutazioni positive, mentre le ultime due negative e come tali possono determinare anche la cessazione dal servizio per scarso rendimento se reiterate nel tempo. Proprio per tale ragione, è necessario valutare attentamente la possibilità di esperire ricorso avverso una qualifica negativa come quella di Inferiore alla Media o Insufficiente.

Diversi possono essere i motivi che determinano una illegittimità del documento caratteristico (scopri di più sui motivi di illegittimità delle note caratteristiche). Ad ogni buon conto, tra le illegittimità troviamo certamente la flessione della qualifica e del giudizio. Ed infatti, diversi possono essere i motivi che determinano una flessione subitanea della qualifica all'interno della documentazione caratteristica (scheda valutativa o rapporto informativo) costituendo un giudizio circa il rendimento da parte dei Superiori, influendo così sulla carriera del militare e sul passaggio di grado.

Come detto, le motivazioni possono essere diverse. In ogni caso sarà necessario comprendere quali siano gli elementi che complessivamente considerati abbiano portato ad un abbassamento, avendo sempre ben presente che, ad esempio, una sola ed isolata sanzione disciplinare di lieve gravità non potrebbe in linea teorica, determinare un giudizio negativo nella documentazione caratteristica.

 

COME POSSIAMO OFFRIRE IL NOSTRO AUSILIO?

Avverso un documento caratteristico non soddisfacente per il militare, si potrà esperire il ricorso gerarchico (anche in punto di merito) alternativamente al ricorso al TAR (esclusivamente un punto di legittimità o per macroscopico errore nella valutazione dei fatti) e, in caso sia stato esperito il ricorso gerarchico, avverso un esito negativo il militare potrà ricorrere al TAR ovvero al Presidente della Repubblica.

E' importante sapere che per il ricorso gerarchico e per quello Straordinario al Presidente della Repubblica non è necessaria l'assistenza del legale. Tuttavia, è sempre meglio rivolgersi a professionisti esperti nella specifica materia in quanto un ricorso gerarchico scritto male, oltre ad essere rigettato può essere anche difficilmente impugnabile dinanzi al TAR in quanto le motivazioni non sono state riportate correttamente o addirittura sono state omesse, con ciò a pregiudicare la possibilità di ricorrere al Giudice Amministrativo. Infatti, un ricorso gerarchico non deve essere impugnato sotto il punto di vista del merito ma anche e soprattutto in termini di correttezza della procedura utilizzata nella valutazione seguendo chiare norme di legge.

Nel caso specifico la nostra assistenza è finalizzata alla redazione di ricorsi gerarchici, ricorsi al TAR ed eventualmente al Presidente della Repubblica.

 

Gli avvocati Maiella e Carbutti, oltre ad aver maturato una considerevole esperienza nel settore sono gli autori di uno dei manuali più importanti in tema di Diritto Amministrativo Militare (Clicca qui per scoprire di più sul Manuale)

Per saperne di più approfondisci l'argomento dei trasferimenti con i nostri brevi video esplicativi delle principali problematiche.

 

COME CONTATTARCI

Invia la documentazione caratteristica che ritieni illegittima all'indirizzo e-mail studiolegale.cm@hotmail.com ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti).

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Sanzioni disciplinari - Assistenza e tutela legale

SANZIONI DISCIPLINARI DI CORPO, DI STATO E PER IL PERSONALE DELLA POLIZIA

Gli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in Diritto Militare, offrono assistenza su tutto il territorio nazionale in tema di procedimenti disciplinari di corpo e di stato, non solo al personale delle Forze Armate e Forze di Polizia ad ordinamento militare (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) ai sensi del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 – Codice dell’Ordinamento Militare (COM) – e del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 – Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (TUROM), ma altresì al personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato ai sensi del D.P.R. 737/1981 e D.P.R. 782/1985; e Polizia Penitenziaria ai sensi del D.lgs. 449/1992 e D.P.R. 82/1999).

Le sanzioni disciplinari di corpo irrogabili ai militari sono richiamo, rimprovero, consegna, consegna di rigore. Si tratta di sanzioni di minor gravità rispetto alle sanzioni di stato, ma certamente di pari interesse. Avverso le sanzioni di corpo è esperibile il ricorso gerarchico e, solo qualora questo non abbia effetto favorevole per il militare, sarà possibile ricorrere al TAR o al Presidente della Repubblica. La corretta predisposizione del ricorso gerarchico è vincolante per il ricorso al TAR: solo le doglianze ivi contenute potranno essere prospettate al TAR competente. Le sanzioni di stato, se irrogate dall'organo centrale possono essere impugnate mediante ricorso al TAR o Straordinario al Presidente della Repubblica. Diversamente, per il personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile tutte le sanzioni sono impugnabili alternativamente con ricorso gerarchico o al TAR.

Affidatevi quindi ad un esperto per non incorrere in un esito certamente negativo. Infatti, tra le cause di rigetto dei ricorsi vi è una scarsa conoscenza delle norme di diritto che sono alla base del procedimento disciplinare.

Le sanzioni disciplinari di stato delle quali possono essere destinatari i militari sono: sospensione disciplinare dal servizio, sospensione disciplinare dalle funzioni del grado, cessazione dalla ferma o dalla rafferma, perdita del grado per rimozione.

Nel caso della Polizia di Stato si avranno richiamo orale, richiamo scritto, pena pecuniaria, deplorazione, sospensione dal servizio, destituzione.

La Polizia penitenziaria invece può essere oggetto di una sanzione tra la censura, pena pecuniaria deplorazione, sospensione dal servizio, destituzione.

 

COME POSSIAMO OFFRIRVI ASSISTENZA E TUTELA LEGALE?

Indipendentemente dalla sanzione, l’Avv. Maiella e l'avv. Carbutti, grazie alla loro pluriennale esperienza nel settore, offrono assistenza sia nel procedimento disciplinare attraverso la redazione delle memorie , difesa tecnica nel procedimento disciplinare di stato (art. 1370 comma 3 bis, c.o.m., introdotto dal D.lgs. 173/2019), redazione ricorsi gerarchici ed al TAR. 

Gli avvocati Maiella e Carbutti, oltre ad aver maturato una considerevole esperienza nel settore sono gli autori di uno dei manuali più importanti in tema di Diritto Amministrativo Militare (Clicca qui per scoprire di più sul Manuale).

Guarda i nostri brevi video per avere delle maggiori indicazioni o suggerimenti per la predisposizione di memorie difensive o per conoscere di più sulle sanzioni disciplinari.

 

COME CONTATTARCI

Per ricevere un consulto legale sulla tua pratica disciplinare, ancora pendente, o già conclusa, non esitare a contattare lo Studio Legale degli avvocati Maiella e Carbutti, contattandoci all’indirizzo email studiolegale.cm@hotmail.com ovvero al numero 351- 8799894 (avv. Maiella) oppure 345 - 2238661 (avv. Carbutti).

Oppure compila il FORM qui sotto

 
 

Ultime News in Diritto Militare

Articoli più letti

Approfondimenti Concorsi Pubblici

I nostri Video esplicativi

Ciao! Contatta via WhatsApp gli avvocati Maiella e Carbutti oppure scrivi studiolegale.cm@hotmail.com

Contattaci
Close and go back to page