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DIRITTO MILITARE - DIRITTO PENALE MILITARE - CONCORSI PUBBLICI - DIRITTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

MILANO - ROMA - VERONA

Non Idoneità al volo - Ricorso Accolto e condanna dell'Amministrazione

Lo studio legale degli avvocati militari Maiella e Carbutti ha seguito e risolto un altro importante caso grazie ad ricorso al TAR del Lazio accolto con vittoria alle spese legali. La questione riguardava un allievo maresciallo della scuola sottufficiali di Viterbo che, durante il suo percorso di studi chiede l’ammissione alle specialità di volo con conseguente verifica della relativa idoneità. Tuttavia, durante gli accertamenti, sia la prima commissione che quella di verifica (richiesta dal ricorrente), riscontrano una patologia cardiaca in realtà non esistente. Per tale ragione, l’interessato, decide di proporre ricorso avverso la decisione illegittima affidandosi agli avvocati Maiella e Carbutti. Il militare ha quindi proceduto sotto la guida degli avvocati ad una verifica effettiva della eventuale patologia attraverso visite mediche specialistiche opportunamente coordinate. Da questa prima analisi si è subito dimostrato che tale patologia era alquanto dubbia.

I Principali motivi di annullamento della documentazione caratteristica

Quali sono i principali motivi di annullamento della documentazione caratteristica? A seguito di annullamento è possibile una revisione del giudizio in melius? Come è possibile fare ricorso alla valutazione caratteristica? Gli Avvocati Maiella e Carbutti, nel corso della loro esperienza hanno trattato diverse problematiche connesse con la documentazione caratteristica ed i riflessi che questa ha sul servizio. Il problema della valutazione dei militari è una questione molto sentita dagli stessi ed incide inevitabilmente sul rapporto di lavoro presente e futuro, sulla carriera ed ovviamente sugli avanzamenti di grado senza contare le inevitabili ripercussioni sulle concrete possibilità di partecipare a concorsi interni o selezioni per posizioni organiche ambite e di prestigio. Nel corso della pluriennale attività di consulenza ed assistenza legale in favore del personale militare dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica lo studio legale Maiella ha analizzato diverse situazioni e problematiche che determinano l'annullamento della documentazione caratteristica nei contenziosi amministrativi e giurisprudenziali.

Ma andiamo per gradi.

Il TAR accoglie ricorso degli Avvocati Maiella e Carbutti: quando l’incarico risulta determinante ai fini del trasferimento ex. art. 33 co. 5 Legge 104 del 1992

La legge 104 del 1992 è una norma complessa che il legislatore ha predisposto per la tutela delle persone affette da handicap (art. 3 co.1 L. 104 del 1992)  e da handicap in situazioni di gravità (art. 3 co.3 L. 104 del 1992). Per questi ultimi sono stati previsti una serie di strumenti atti alla tutela effettiva tra cui i permessi ed il trasferimento per i lavoratori che li assistono. Nello specifico, l'art. 33 comma 5 della L. 104 del 1992 prevede per i lavoratori che prestano assistenza e qui nello specifico per il personale militare e delle forze di polizia appartenente all'Esercito, alla Marina, all'Aeronautica, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia e ai Vigili del Fuoco, la possibilità di essere trasferiti in una sede vicina al luogo di residenza del disabile. In realtà non esiste una legge 104 per i militari, tuttavia, i singoli ordinamenti prevedono la possibilità per il personale militare e delle forze di polizia sia ad ordinamento civile che militare di fruirne, pur con le limitazioni e la specificità relativa al loro status, di tale istituto. Tale trasferimento, una volta concesso ha natura temporanea, ovvero fino al perdurare della situazione di handicap grave del familiare da assistere. Ma in caso di rigetto al trasferimento per assistere il disabile, cosa si può fare? Cosa dicono le ultime sentenze in riferimento alla 104? E' possibile presentare un ricorso al TAR avverso un rigetto o un diniego di una domanda di trasferimento temporaneo ai sensi dell'art. 33 co. 5 della Legge 104 del 1992 per il personale militare?

Gli avvocati Maiella e Carbutti hanno ottenuto una importantissima vittoria, grazie all’accoglimento della domanda cautelare presentata incidentalmente al ricorso introduttivo presso il TAR Campania avverso il rigetto di una domanda di trasferimento ai sensi dell’art. 33 comma 5 della Legge 104 del 1992. L’incarico posseduto è determinante ai fini del possibile trasferimento? Quale potere ha l’amministrazione per negarlo?  

Ottemperanza della sentenza che dispone il trasferimento temporaneo ex. art. 42 bis 151 del 2001

L’Avv. Maiella in co-difesa con un altro avvocato del foro di Milano, con l'ausilio in udienza dell'Avv. Carbutti, ha conseguito un’importante vittoria in materia di trasferimento temporaneo per ricongiungimento al minore di tre anni ex art. 42 bis del D.Lgs. 151 del 2001 che, come noto, è applicabile anche al personale militare dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Forze di polizia ad ordinamento civile. In particolare, come vedersi riconoscere il diritto al trasferimento dopo una sentenza di accoglimento e dopo diversi tentativi ostruzionistici dell'amministrazione per non concederlo? Cosa dicono le ultime sentenze?

Quando un procedimento disciplinare è tardivo

Come noto le sanzioni disciplinari per il personale militare si distinguono in sanzioni di corpo e sanzioni di stato. Entrambe le tipologie rispondono a requisiti diversi ed a tempistiche procedimentali differenti. Va subito detto che, mentre le sanzioni di corpo riguardano fatti lesivi dell’interesse circoscritto del corpo di appartenenza, quelle di stato riguardano fatti che ledono l’interesse generale dell’Amministrazione o della collettività.

In questo breve approfondimento ci soffermeremo sulla tempistica di avvio delle sanzioni disciplinari di corpo in relazione al fatto commesso. Andremo a verificare quali sono le ultime sentenze e soprattutto se esista una tempistica certa di riferimento entro cui avviare il procedimento disciplinare dopo la conoscenza del fatto e quali siano i criteri di massima per contestare una tardività dell’avvio del procedimento disciplinare stesso.

In molti, infatti, contattano lo studio legale degli Avvocati militari Maiella e Carbutti, lamentano questa tardività dell’avvio dell’azione disciplinare, senza conoscere effettivamente quali siano i criteri normativi e giurisprudenziali per identificare un avvio tardivo dell’azione disciplinare.

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