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DIRITTO MILITARE • DIRITTO AMMINISTRATIVO • DIRITTO PENALE • DIRITTO CIVILE

MILANO - ROMA - VERONA

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Secondo lavoro (attività extraprofessionale) per i militari. E' legittimo?

E’ possibile per un militare effettuare un secondo lavoro? Quali sono i limiti? Che documentazione bisogna produrre al proprio comando per non avere problemi? Cosa rischio se non comunico? Posso essere retribuito? Quali sono le sanzioni disciplinari e amministrative che si rischiano in caso di mancata comunicazione / autorizzazione? Molti militari e appartenenti alle forze di polizia, anche ad ordinamento civile, ci rivolgono domande circa l'esercizio di attività lavorativa extraprofessionale (secondo lavoro) oltre a quella istituzionale. Molti sono i problemi connessi con tale richiesta e molti sono anche i rischi e le conseguenze di una mancata od omessa autorizzazione. Possiamo subito affermare, tranquillizzando i lettori che richiedere l’autorizzazione per esercitare un secondo lavoro è più semplice del previsto, tuttavia con alcune accortezze ben precise.

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Riqualifica militari: Il TAR annulla il provvedimento per carenza di motivazione

Gli avvocati Maiella e Carbutti, esperti nella trattazione di problematiche legate al diritto militare hanno ottenuto un’altra grande vittoria dinanzi al TAR Lombardia in un recentissima sentenza che deve essere considerata storica in quanto da un lato limita il potere di attribuire un determinato incarico senza una reale e concreta motivazione e, dall’altro, sancisce che anche per le riqualifiche debba ritenersi necessaria un ‘opportuna valutazione e ponderazione delle decisioni che non devono essere contrarie ai principi fondamentali del diritto amministrativo.

Il caso affrontato dagli avvocati Maiella e Carbutti riguarda un sottufficiale dell’esercito che nel corso della sua pluriennale carriera di tecnico specialista si vede riqualificare in maresciallo di compagnia senza un’adeguata motivazione.

Il suo reparto avvia la procedura di riqualifica diretta chiedendo allo Stato Maggiore la determina del nuovo incarico basando la richiesta su diverse ragioni.

Ritenendo che il provvedimento sia illegittimo anche in considerazione della perdita di professionalità decide di ricorrere al TAR il quale oltre ad annullare i provvedimenti impugnati condanna l’amministrazione a 3000 euro oltre oneri di legge e restituzione del contributo unificato.

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Militare Trasferito - Accoglimento ricorso TAR - Art. 42 bis. D. Lgs. 151 del 2001

Finalmente è stata messa la parola fine ad una vicenda che ha riguardato un Ufficiale dell’Esercito Italiano che è riuscito ad ottenere il trasferimento ex. art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001, grazie ad un altro ricorso accolto patrocinato dagli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in Diritto militare sia amministrativo che penale.

L'Ufficiale, convivente con una compagna che lavora nel Lazio e padre di un figlio nato nel luglio 2023 con gravi complicazioni cliniche, si è visto negare dall'Amministrazione militare il trasferimento temporaneo previsto dall'articolo 42 bis del Decreto Legislativo 151/2001. Tale norma, fondamentale per garantire la bigenitorialità e il benessere del minore, consente ai dipendenti pubblici di richiedere un'assegnazione temporanea vicino alla residenza del minore.

Nonostante una prima ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Bolzano avesse ordinato all'Amministrazione di rivalutare la posizione del ricorrente, il provvedimento di diniego è stato reiterato. Grazie all’assistenza degli avvocati Selene Josephine Gaia Maiella e Pasquale Carbutti, esperti in diritto militare, il 09 luglio 2024 TAR ha accolto il ricorso e condannato l’amministrazione alla refusione delle spese legali.

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Sentenza Corte Costituzionale n. 99/2024: Ampliamento del Trasferimento Temporaneo ex Art. 42-bis D.Lgs. 151/2001

Una sentenza storica sull’art. 42 bis del d. lgs. 151 del 2001 che amplia la possibilità di effettuare un’istanza ai sensi della predetta norma al fine di vedersi riconosciuto il diritto di essere trasferiti temporaneamente per assolvere i propri compiti genitoriali in favore dei propri figli con età inferiore ai tre anni.

Questa decisione avrà effetti importanti non solo per tutti i pubblici dipendenti ma ovviamente anche per i militari e gli appartenenti alle Forze di Polizia.

Nell’ottica di fornire sempre adeguata informazione gli avvocati Maiella e Carbutti hanno predisposto un riassunto della sentenza al fine di delinearne i concetti principali.

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Diniego accesso agli atti - Ricorso accolto e condanna alle spese per l'amministrazione

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Lombardia – sede di Brescia, in una recentissima sentenza ha accolto un ricorso di un ispettore dell’Arma dei Carabinieri, nel contesto di un immotivato diniego relativo ad un accesso agli atti amministrativi fondamentali per esercitare il diritto di difesa in un altro procedimento. La sentenza ha comportato la condanna dell'amministrazione al pagamento di 2.000 euro oltre oneri di legge e restituzione del contributo unificato, evidenziando l'importanza della trasparenza e del principio di buon andamento della pubblica amministrazione. Il caso, difeso con successo dagli avvocati Selene Maiella e Pasquale Carbutti, esperti, tra l’altro, in diritto militare, si è focalizzato sui seguenti motivi di accoglimento:

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