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DIRITTO MILITARE - DIRITTO PENALE MILITARE - CONCORSI PUBBLICI - DIRITTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

MILANO - ROMA - VERONA

Il trasferimento ex art. 78, comma 6, T.U.E.L. è ontologicamente temporaneo

Al pubblico dipendente in generale ed al militare in particolare, spetta il trasferimento per ricoprire un incarico elettorale? Quando può essere negato? Cosa succede nel caso di passaggio ad un nuovo status? Gli Avvocati Maiella e Carbutti , esperti in Diritto Amministrativo e nelle procedure di trasferimento del personale militare, sono stati interessati più volte da militari che si sono candidati alle elezioni amministrative o politiche. Inoltre, grazie alle numerose vittorie sia in sede Amministrativa che Giurisprudenziale in tema di Trasferimenti, gli Avvocati Maiella e Carbutti, illustreranno brevemente l'istituto qui in commento. Per prima cosa si faccia chiarezza: l’art. 78, comma 6, d.lgs. 267/2000 (TU Enti Locali) prevede che “Gli amministratori lavoratori dipendenti, pubblici e privati, non possono essere soggetti, se non per consenso espresso, a trasferimenti durante l'esercizio del mandato. La richiesta dei predetti lavoratori di avvicinamento al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di priorità”.

Con questo tipo di trasferimento si vuole garantire al soggetto la possibilità di espletare tutte le funzioni pubbliche elettive che gli sono state affidate. Tra i beneficiati vi sono quindi anche il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia che siano stati incaricati di funzioni elettive per il cui espletamento è necessario il trasferimento a causa della lontananza dal luogo in cui il soggetto presta servizio e della frequenza con la quale devono essere svolte tali funzioni elettive.

Gli avanzamenti del personale militare: normativa - problematiche - giurisprudenza

 

Tra i problemi più sentiti del personale militare dell’Esercito, dei Carabinieri, della Guardia di finanza, della Marina e dell’Aeronautica troviamo certamente le questioni riguardanti gli avanzamenti di grado. Questo istituto coinvolge tutte le categorie di personale, dai militari di Truppa agli Ufficiali. Maggiore è il grado, maggiore sono le questioni ed i problemi legati alle non idoneità o alle esclusioni dagli avanzamenti.

Lo studio legale degli avvocati esperti in diritto militare Maiella e Carbutti hanno affrontato diverse volte il problema legato agli avanzamenti. Per cui, grazie all’esperienza maturata, è possibile riassumere brevemente le principali norme, le principali problematiche e gli orientamenti giurisprudenziali maggioritari.

In questo breve articolo risponderemo a domande del tipo: quali sono le principali norme e leggi in tema di avanzamenti del personale militare? Quali sono i motivi di esclusione dall’avanzamento? Cosa si intende per quadro di avanzamento? Quando un provvedimento di non idoneità all’avanzamento può considerarsi illegittimo? Quali sono le ultime sentenze in tema di avanzamento? Come si valuta un avanzamento?

Nuove sull’ Art. 42 bis, d.lgs. 151/2001: Secondo la giurisprudenza, per le Forze Armate (eccetto per i Carabinieri) continua ad applicarsi la vecchia disciplina del rigetto solo in caso di eccezionali esigenze

L’articolo 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001 ha subito nel corso del tempo diversi mutamenti legislativi soprattutto in riferimento al personale delle Forze Armate e Forze di Polizia. Altrettanto mutevoli sono stati in conseguenza gli orientamenti giurisprudenziali in merito alla sua effettiva applicazione.

Quando un rigetto è legittimo? Quali sono le ultime sentenze sull’art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001? Quali sono le motivazioni per un rigetto? Quando si può fare ricorso al TAR?

A queste domande gli avvocati esperti in diritto militare Maiella e Carbutti risponderanno in questo breve articolo andando a sottolineare un recente orientamento che si sta consolidando, secondo il quale il diniego per motivate esigenze organiche o di servizio è legittimo solo per le Forze di Polizia. Non vale quindi a giustificare un rigetto per il personale dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, per i quali, invece, continua ad applicarsi la normativa di cui all’art. 42 del D. Lgs. 151 del 2001 secondo cui il diniego deve essere motivato solo in caso di eccezionali esigenze di servizio.

Effetti disciplinari delle sentenze di assoluzione o di estinzione del reato

Tra le problematiche disciplinari che gli avvocati esperti in diritto militare Maiella e Carbutti si sono trovati ad affrontare vi sono certamente quelle relative agli effetti delle sentenze di assoluzione e proscioglimento o anche di estinzione del reato sui procedimenti disciplinari in esito al giudicato penale. Infatti, non tutte le formule di proscioglimento / assoluzione ed estinzione del reato, portano ad una automatica esclusione della potestà disciplinare in capo all’autorità militare.

Con una sentenza di prescrizione è giusto l’avvio del procedimento disciplinare? Con una Messa alla prova è possibile ricevere una sanzione disciplinare di stato? È possibile che con un’assoluzione ai sensi dell’art. 131bis c.p. (particolare tenuità) si possa ricevere una sanzione disciplinare di corpo della consegna di rigore o di stato? E ancora… È possibile che con una sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato si possa rischiare di essere congedati? In esito ad una sentenza di assoluzione è legittima una sanzione disciplinare di corpo o di stato? Si può essere sospesi a seguito di una sentenza di assoluzione? E’ legittima la perdita del grado o la rimozione a seguito di una sentenza di proscioglimento o di estinzione del reato?

Per i ricongiungimenti familiari è necessario essere sposati?

Molti militari contattano lo studio legale degli avvocati MAIELLA e CARBUTTI chiedendo informazioni circa la possibilità di essere trasferiti per mezzo del ricongiungimento familiare, pur non essendo sposati. E' legittimo un diniego per tale ragione? Cosa dice la legge? Cosa dicono le circolari interne alle diverse forze Armate e Forze di Polizia? Come tutelarsi? Gli avvocati Carbutti e Maiella provano a dare risposta alle domande pervenute attraverso questa nota a Sentenza.

Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sez. Staccata di Reggio Calabria, Pres. C. Criscenti, Est. A. Scianna, Ref. A. De Col, sent. n. 321 del 17 aprile 2019, dep. 10 maggio 2019

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