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Uso dell'uniforme di servizio per scopi privati: cosa dice la giurisprudenza

Una recente sentenza del TAR Emilia-Romagna ha annullato una sanzione disciplinare inflitta a un militare per aver inviato una foto in divisa tramite WhatsApp, nel contesto di una trattativa privata.
In questo articolo analizziamo i fatti, il quadro normativo e i tre principi giuridici fondamentali che emergono dal caso: il divieto di uso privato dell’uniforme, il principio di corrispondenza tra addebito e sanzione, e il criterio di proporzionalità.
Lo Studio Legale degli avvocati Maiella e Carbutti tratta quotidianamente problematiche legale al diritto militare e amministrativo e può aiutarti a tutelare i tuoi diritti con competenza ed esperienza.

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Libertà di espressione per i militari: Sanzione disciplinare annullata

Nel mondo militare, le sanzioni disciplinari rappresentano un aspetto cruciale. Tuttavia, non sempre i provvedimenti adottati dall'Amministrazione sono legittimi. Un recente caso ha visto il Consiglio di Stato annullare una sanzione disciplinare di stato illegittima, accogliendo il ricorso di un militare che aveva denunciato pubblicamente situazioni di disagio e vessazioni all’interno delle Forze Armate e che era stato sanzionato con la perdita del grado per rimozione.

La sentenza ha ribadito un principio fondamentale: la libertà di espressione e la libertà di pensiero dei militari sono diritti costituzionalmente garantiti, seppur con limiti connessi al contesto gerarchico. Nel caso specifico, il tribunale ha riconosciuto che il militare aveva esercitato il proprio diritto di critica senza violare alcun obbligo di riservatezza, rendendo illegittima la sanzione disciplinare inflitta.

Il caso riguarda un militare, a cui è stata inflitta la sanzione disciplinare della perdita del grado per rimozione. Il provvedimento disciplinare è stato adottato a seguito delle dichiarazioni pubbliche rese dallo stesso, ritenute lesive del decoro e del prestigio delle Forze Armate, in particolare per aver denunciato, anche tramite una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, presunte situazioni di omertà e vessazioni nei confronti dei militari.

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Art. 42 bis D.Lgs. 151/2001: trasferimento per militari con figli minori – requisiti aggiornati e tempistiche

Tra le problematiche maggiormente sentite in ambito militare troviamo certamente quelle relative ai trasferimenti a domanda o ex lege, ovvero quelli derivanti da disposizioni normative non propriamente ricomprese nel codice dell’Ordinamento Militare. Oltre al trasferimento temporaneo ex. Art. 33 co. 5 della L. 104 del 1992 (assistenza al disabile) o ex. Art. 78 del D. Lgs. 267 del 2000 (Incarichi elettivi), troviamo certamente quello relativo alla tutela del minore di tre anni ex. Art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001 conosciuto anche come trasferimento temporaneo 42bis per figli minori di tre anni.

Ma quali sono i requisiti per ottenere un trasferimento temporaneo ex. Art. 42 bis? Quanto dura il trasferimento ex. Art. 42 bis? Quanto conta l’incarico nel trasferimento temporaneo ex. Art. 42 bis? Quale lavoro deve svolgere l’altro genitore? Chi può richiedere il Trasferimento temporaneo ai sensi dell’art. 42 bis? La disciplina dell’art. 42 bis per il carabiniere è la stessa che riguarda il militare dell’Esercito, della Marina o dell’Aeronautica? Quali sono le differenze tra la disciplina relativa ai trasferimenti temporanei all’intero delle Forze di Polizia di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia? Queste, sono alcune tra le tantissime domande che i clienti pongono agli avvocati esperti in diritto militare Maiella e Carbutti, in merito al trasferimento ex. Art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001.

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Vittime del dovere: nuovo e recente ricorso accolto oltre la prescrizione – ecco perché abbiamo vinto

Le vittime del dovere hanno diritto a una serie di benefici previdenziali e assistenziali riconosciuti dalla legge, ma spesso il percorso per ottenerli è ostacolato da diverse problematiche, tra cui prescrizione, interpretazioni giurisprudenziali e valutazioni medico-legali. In questo articolo approfondiamo le ultime sentenze in materia, facendo riferimento a quella del Tribunale di Lodi nel 2024 che ha visto riconosciuto lo status di vittima del dovere oltre ai benefici previdenziali a favore dell’assistito degli avvocati Maiella e Carbutti. In questo breve approfondimento illustreremo come la normativa sulle vittime del dovere e la relativa tabella dei benefici siano applicate nei giudizi.

La sentenza è divenuta irrevocabile ed il Ministero, soccombente e condannato alle spese di lite, non ha fatto appello, per cui al militare verranno riconosciuti i relativi benefici.

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Trasferimento art. 42-bis per militari – Anche il personale in ferma prefissata può richiederlo

Molte sono le domande pervenute agli Avvocati Maiella e Carbutti in merito alla possibilità per il personale in ferma prefissata (VFP4) di fruire dell'istituto del trasferimento temporaneo previsto dall'art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001. In particolare, tale istituto permette al militare di essere assegnato temporaneamente presso un'altra sede nella provincia o Regione dove l'altro genitore di un figlio di età inferiore ai tre anni, svolge la propria attività lavorativa. E' legittimo il diniego dell'amministrazione per il solo fatto di non essere in servizio permanente? Qual è l'amministrazione competente ad esprimersi sull'istanza? L'istanza del trasferimento temporaneo per il personale in ferma prefissata ex. art 42 bis è ammissibile? A queste e ad altre domande proveremo a dare concreta risposta nel presente articolo prendendo a riferimento un caso pratico che è quello di un appartenente all’Esercito Italiano il quale vedeva rigettata l’istanza di trasferimento temporaneo ex art. 42 bis, d.lgs. 151/2001 per la figlia di età inferiore ai tre anni direttamente dal reparto di appartenenza, in quanto militare in ferma prefissata.

Secondo l’Amministrazione, infatti, i volontari in ferma prefissata – annuale o quadriennale – risultando titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato non potrebbero beneficiare del trasferimento ex art. 42 bis.

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