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MILANO - ROMA - VERONA

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Vittime del dovere: nuovo e recente ricorso accolto oltre la prescrizione – ecco perché abbiamo vinto

Le vittime del dovere hanno diritto a una serie di benefici previdenziali e assistenziali riconosciuti dalla legge, ma spesso il percorso per ottenerli è ostacolato da diverse problematiche, tra cui prescrizione, interpretazioni giurisprudenziali e valutazioni medico-legali. In questo articolo approfondiamo le ultime sentenze in materia, facendo riferimento a quella del Tribunale di Lodi nel 2024 che ha visto riconosciuto lo status di vittima del dovere oltre ai benefici previdenziali a favore dell’assistito degli avvocati Maiella e Carbutti. In questo breve approfondimento illustreremo come la normativa sulle vittime del dovere e la relativa tabella dei benefici siano applicate nei giudizi.

La sentenza è divenuta irrevocabile ed il Ministero, soccombente e condannato alle spese di lite, non ha fatto appello, per cui al militare verranno riconosciuti i relativi benefici.

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Trasferimento art. 42-bis per militari – Anche il personale in ferma prefissata può richiederlo

Molte sono le domande pervenute agli Avvocati Maiella e Carbutti in merito alla possibilità per il personale in ferma prefissata (VFP4) di fruire dell'istituto del trasferimento temporaneo previsto dall'art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001. In particolare, tale istituto permette al militare di essere assegnato temporaneamente presso un'altra sede nella provincia o Regione dove l'altro genitore di un figlio di età inferiore ai tre anni, svolge la propria attività lavorativa. E' legittimo il diniego dell'amministrazione per il solo fatto di non essere in servizio permanente? Qual è l'amministrazione competente ad esprimersi sull'istanza? L'istanza del trasferimento temporaneo per il personale in ferma prefissata ex. art 42 bis è ammissibile? A queste e ad altre domande proveremo a dare concreta risposta nel presente articolo prendendo a riferimento un caso pratico che è quello di un appartenente all’Esercito Italiano il quale vedeva rigettata l’istanza di trasferimento temporaneo ex art. 42 bis, d.lgs. 151/2001 per la figlia di età inferiore ai tre anni direttamente dal reparto di appartenenza, in quanto militare in ferma prefissata.

Secondo l’Amministrazione, infatti, i volontari in ferma prefissata – annuale o quadriennale – risultando titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato non potrebbero beneficiare del trasferimento ex art. 42 bis.

Incompatibilità ambientale - Disciplina e casi

L’incompatibilità ambientale è un istituto giuridico che riguarda molti settori del pubblico impiego, con particolare rilevanza per militari, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Si tratta di un provvedimento amministrativo adottato per garantire il buon funzionamento e il prestigio dell’amministrazione, soprattutto in situazioni dove il rapporto tra un dipendente e l’ambiente lavorativo risulta compromesso.

Negli ultimi anni, le sentenze dei tribunali amministrativi hanno messo in evidenza la necessità e l’importanza di un’adeguata motivazione dei trasferimenti per incompatibilità ambientale. Infatti, una eventuale carenza istruttoria e di motivazione, può essere sfruttata per motivare un ricorso con ampi margini di accoglimento. Attraverso un’analisi delle ultime pronunce, questo articolo intende approfondire le dinamiche e i presupposti di questo delicato strumento, evidenziandone gli effetti sui dipendenti pubblici e le strategie legali adottate per tutelare i loro diritti. Rivolgiti pure agli avvocati Maiella e Carbutti per ricevere assistenza in caso di trasferimento per incompatibilità ambientale al fine di valutare se sussistano i presupposti per un ricorso.

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Non Idoneità al volo - Ricorso Accolto e condanna dell'Amministrazione

Lo studio legale degli avvocati militari Maiella e Carbutti ha seguito e risolto un altro importante caso grazie ad ricorso al TAR del Lazio accolto con vittoria alle spese legali. La questione riguardava un allievo maresciallo della scuola sottufficiali di Viterbo che, durante il suo percorso di studi chiede l’ammissione alle specialità di volo con conseguente verifica della relativa idoneità. Tuttavia, durante gli accertamenti, sia la prima commissione che quella di verifica (richiesta dal ricorrente), riscontrano una patologia cardiaca in realtà non esistente. Per tale ragione, l’interessato, decide di proporre ricorso avverso la decisione illegittima affidandosi agli avvocati Maiella e Carbutti. Il militare ha quindi proceduto sotto la guida degli avvocati ad una verifica effettiva della eventuale patologia attraverso visite mediche specialistiche opportunamente coordinate. Da questa prima analisi si è subito dimostrato che tale patologia era alquanto dubbia.

Le sanzioni disciplinari di stato per il personale militare

Ricevere una contestazione degli addebiti per la possibile irrogazione di una sanzione disciplinare di stato e dover approntare la propria difesa rappresenta un momento critico per il personale militare, che si tratti di Esercito, Carabinieri, Marina Militare, Aeronautica Militare o Guardia di Finanza. Queste sanzioni, che includono misure come la sospensione disciplinare e la perdita del grado per rimozione, possono avere conseguenze devastanti sulla carriera del militare e non devono essere affrontate con leggerezza, risultando necessario e fondamentale farsi assistere da persone che hanno trattato in prima persona questi argomenti, dapprima come militari e poi come avvocati. Rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto militare è essenziale per difendersi efficacemente e, nel caso di comminazione di una sanzione disciplinare illegittima o infondata, presentare un ricorso al TAR. Lo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti, con la loro comprovata esperienza sia pratica che giuridica nei procedimenti relativi alle sanzioni disciplinari di stato, offrono un supporto qualificato per tutelare i diritti dei militari.

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