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DIRITTO MILITARE - DIRITTO PENALE MILITARE - CONCORSI PUBBLICI - DIRITTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

MILANO - ROMA - VERONA

Uso di Sostanze Stupefacenti: Sanzione disciplinare o rimozione?

Cosa succede ad un militare o ad un appartenente alle Forze di Polizia sorpreso a fare uso di sostanze stupefacenti? È possibile una sola sanzione disciplinare di corpo o una sospensione dal servizio oppure si rischia il posto di lavoro attraverso la destituzione o la perdita del grado per rimozione? C’è una differenza sostanziale tra una contestazione effettuata ad un militare ed un’altra effettuata ad un appartenente alle Forze di Polizia sia ad ordinamento militare che ad ordinamento civile? Cosa succede a Carabinieri, militari della Guardia di Finanza e appartenenti alla Polizia di Stato?

Purtroppo, non esistono risposte univoche ma, grazie all’esperienza ed ai casi trattati dagli avvocati militari Maiella e Carbutti è possibile fornire certamente un orientamento.

Nel caso qui in commento parleremo quindi dell’uso occasionale di stupefacenti e delle conseguenze disciplinari e lavorative.

L'Aspettativa per i militari

Diventa sempre più frequente per i militari, domandarsi quali siano le possibilità per prendere una “pausa” dal servizio, fruendo di qualche tipo di aspettativa o assenza giustificata dal servizio. Infatti, nel corso della carriera, il personale militare dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e più in generale quello delle Forze di polizia sia ad ordinamento civile che militare, può trovarsi di fronte a diverse situazioni che mutano il quadro familiare e professionale e che rendono necessaria una “pausa di riflessione”. Molto spesso, tale esigenza nasce per guardarsi intorno e ricercare un nuovo impiego o lavoro, una nuova professione o aprire un’attività imprenditoriale.

Partiamo subito con il dire che le norme specifiche del Comparto difesa e sicurezza sono molto più stringenti rispetto a quelle di tutto il comparto pubblico; pertanto, non risulta semplice districarsi attraverso un corpus normativo che non rende semplice la scelta di una “pausa di riflessione”.

Autorizzazione al secondo lavoro - Problematiche e Assistenza qualificata

Molti impiegati pubblici e militari nello specifico, grazie alle professionalità acquisite dentro e fuori la pubblica amministrazione, sono soventemente alla ricerca di una retribuzione aggiuntiva rispetto allo stipendio erogato dall’Amministrazione statale o pubblica. Ciò per vari motivi: chi per crearsi un’entrata aggiuntiva; chi per hobby; chi, invece, per mera necessità.

Purtroppo, non tutti sono a conoscenza che un esercizio di un’attività extraprofessionale o extralavorativa non autorizzata o non comunicata all’Amministrazione presso la quale il dipendente esercita l’attività lavorativa primaria, potrebbe comportare gravissime conseguenze sia sotto il profilo disciplinare che economico: sotto il profilo disciplinare troviamo l’irrogazione di una sanzione di corpo fino ad una decadenza dall’impiego, passando per una possibile sanzione di stato. Per quanto concerne le sanzioni economiche troviamo la restituzione delle entrate “extra” alle casse dell’amministrazione statale in un apposito fondo fino al risarcimento del danno per i casi più eclatanti.

Di contro, invece, una corretta gestione dell’attività extraprofessionale non solo permette al dipendente di mettersi al riparo dalle già menzionate sanzioni, ma se concertate correttamente e con i dovuti accorgimenti, può permettere al militare e quindi al dipendente pubblico di incamerare una seconda entrata con tranquillità svolgendo entrambi i lavori.

Reformatio in melius del documento caratteristico dopo la proposizione del ricorso

Una delle problematiche maggiori in tema di ricorsi avverso la documentazione caratteristica, altrimenti dette note caratteristiche, è quella relativa alla pronuncia di accoglimento di ricorsi gerarchici ed al TAR e se in quali casi possa determinare una reformatio in melius dello stesso documento o comunque possa escludere una ulteriore flessione per riportarla alla qualifica voluta. Ci sono dei ricorsi vinti o accolti? Quali sono le ultime sentenze sulla documentazione caratteristica? Questi sono i quesiti principali che in molti domandano allo studio legale degli avvocati Carbutti e Maiella, proprio in riferimento alla proponibilità di ricorsi gerarchici e al TAR avverso la flessione del documento caratteristico e quali siano le percentuali di vittoria. L’argomento è sicuramente tra i più spinosi e se stai leggendo questo articolo è perché anche tu hai sentito diversi pareri in merito all’argomento: i più scettici, sostengono che avverso la documentazione caratteristica non vi sia nulla da fare, altri, invece, sostengono che avverso una flessione si possa ricorrere tranquillamente.

E' stato pubblicato il MANUALE ESPLICATIVO DI DIRITTO MILITARE

A distanza di oltre 10 anni dall’entrata in vigore del Codice dell’Ordinamento militare e del Testo Unico, sono ancora molti gli interrogativi relativi agli istituti di diritto militare trattati nelle predette leggi. Inoltre, si trovano anche alcuni istituti che per tipologia o per applicazione possono essere applicabili a tutto il personale militare e delle forze di polizia ad ordinamento militare e civile. Si pensi ad esempio ai trasferimenti ex lege come l’art. 33 co. 5 della Legge 104 del 1992, all’art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001 o ancora all’art. 78 del D. Lgs. 267 del 2000.

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