Dopo 6 anni di battaglie legali, 4 ricorsi al TAR ed altrettanti accoglimenti è stata fatta giustizia in merito alla documentazione caratteristica di un militare, appartenente alla marina militare, che ha visto flettere la sua valutazione da eccellente a nella media a causa di una sanzione disciplinare illegittima e annullata anch’essa. Gli avvocati Maiella e Carbutti, tra i maggiori e veri esperti in diritto militare, hanno seguito il caso fin dalle sue origini ottenendo finalmente un accoglimento del ricorso ed una reformatio in melius della scheda valutativa del sottufficiale con una condanna complessiva del Ministero a circa 10.000 €.
Cosa succede in caso di presenza di un tatuaggio? Quando si può essere esclusi da un concorso per la presenza di un tatuaggio? Un tatuaggio in fase di rimozione è un valido motivo di esclusione dal concorso? Lo studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti ha trattato diverse esclusioni avvenute per la presenza di un tatuaggio. Uno dei motivi principali di esclusione dalle prove nei concorsi pubblici militari è certamente quello della presenza dei tatuaggi. Se da un lato il bando chiarisce quali siano i tatuaggi ammissibili in sede concorsuale, bisogna comprendere cosa succede se il tatuaggio è in fase di rimozione e se quindi possa essere causa di esclusione dal concorso. Il caso è quello di una partecipante al concorso pubblico per l’accesso quale Agente nella Polizia di Stato che dopo aver superato le prove di efficienza fisica, è stata sottoposta all’accertamento dei requisiti psico-fisici.
La candidata non superava la prova in quanto la Commissione giudicatrice la valutava non idonea per la presenza di un tatuaggio in zona non coperta dall’uniforme.
La candidata proponeva quindi ricorso al TAR avverso detto giudizio di non idoneità, adducendo di essersi sottoposta alla procedura di rimozione del tatuaggio con trattamento laser dal 2017. Il tatuaggio, secondo la ricorrente, risultava sbiadito e pertanto prossimo alla scomparsa.
Quando un militare è indagato per reati nel contesto del diritto penale militare, spesso emerge la necessità di esplorare dettagliatamente le cause di giustificazione come lo stato di necessità e quando possa essere invocato a scriminante. In questo ambito, gli avvocati militari esperti in diritto penale militare Maiella e Carbutti hanno frequentemente affrontato questi argomenti nella difesa dei propri assistiti. Questo articolo si propone di analizzare come tali scriminanti, in particolare lo stato di necessità, svolgano un ruolo cruciale nella difesa nell’ambito del diritto penale militare.
Nel Diritto Penale le possibili scriminanti (o cause di giustificazione) sono diverse: la difesa legittima (art. 52 c.p.); il consenso dell'avente diritto (art. 50 c.p.); l'esercizio del diritto o l'adempimento del dovere (art. 51 c. p.); l'uso legittimo delle armi (art. 53 c.p. ) e lo stato di necessità (art. 54 c.p.).
Quali sono gli eventi della vita privata che possono avere riflessi sul servizio? Quando è necessario comunicarli alla propria scala gerarchica? La mancata comunicazione della proposizione di un ricorso al TAR da parte di un militare può configurarsi come un illecito disciplinare? Questo interrogativo è stato oggetto di una recente pronuncia del TAR Liguria, che ha fornito una chiave interpretativa significativa dell’art. 748, comma 5, lett. b) del DPR 90/2010.
Il caso in esame riguarda un appartenente all’Arma dei Carabinieri, destinatario di una sanzione disciplinare di corpo – rimprovero – per aver omesso di comunicare alla propria Amministrazione la proposizione di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il Ministero dell’Interno. Il ricorso era stato presentato in relazione al diniego della concessione di una ricompensa al valor civile. L’Amministrazione ha ritenuto che tale omissione configurasse un comportamento rilevante ai fini disciplinari, in quanto potenzialmente influente sul servizio.
Quali sono i principali motivi di annullamento della documentazione caratteristica? A seguito di annullamento è possibile una revisione del giudizio in melius? Come è possibile fare ricorso alla valutazione caratteristica? Gli Avvocati Maiella e Carbutti, nel corso della loro esperienza hanno trattato diverse problematiche connesse con la documentazione caratteristica ed i riflessi che questa ha sul servizio. Il problema della valutazione dei militari è una questione molto sentita dagli stessi ed incide inevitabilmente sul rapporto di lavoro presente e futuro, sulla carriera ed ovviamente sugli avanzamenti di grado senza contare le inevitabili ripercussioni sulle concrete possibilità di partecipare a concorsi interni o selezioni per posizioni organiche ambite e di prestigio. Nel corso della pluriennale attività di consulenza ed assistenza legale in favore del personale militare dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica lo studio legale Maiella ha analizzato diverse situazioni e problematiche che determinano l'annullamento della documentazione caratteristica nei contenziosi amministrativi e giurisprudenziali.