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MILANO - ROMA - VERONA

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Importantissima Sentenza: Accolto un RICORSO per un TRASFERIMENTO D'AUTORITA'

Storica sentenza del TAR Toscana sede di Firenze che accoglie un ricorso avverso un trasferimento d’autorità. È questo il caso che hanno seguito gli avvocati Maiella e Carbutti esperti in diritto militare che hanno impugnato un trasferimento d’autorità ai danni di un Graduato dell’Esercito. Questa è una sentenza molto importante perché riguarda l’accoglimento di un ricorso in tema di trasferimenti d’autorità, storicamente difficili da contestare in sede giurisdizionale.

In questo breve approfondimento verrà descritto brevemente il caso, verrà fatto un inquadramento della normativa e della giurisprudenza in tema di trasferimenti d’autorità e si effettueranno delle considerazioni sull’opportunità di tali trasferimenti che vengono dichiarati illegittimi addirittura dalla giurisprudenza amministrativa, storicamente non avvezza ad accogliere tali ricorsi.

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Sanzioni disciplinari e conseguenze

Le sanzioni disciplinari del personale militare e quindi del personale appartenente all’Esercito, alla Marina Militare, all’Aeronautica Militare, alla Guardia Costiera, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza, sono un istituto molto complesso e dagli effetti molto importanti su tantissimi aspetti della carriera del militare. Molto spesso il personale militare sottovaluta i riflessi negativi di tali sanzioni e non pone la giusta attenzione ad eventuali motivi di illegittimità delle stesse. Infatti, è molto frequente che il militare, per la non perfetta conoscenza delle normative, per consigli sbagliati di colleghi o amici, per motivi economici o ancora per mera opportunità, decida di non contestare una sanzione disciplinare di corpo o di stato.

Ma quali sono gli effetti negativi delle sanzioni disciplinari? Quali le conseguenze? Come evitare che tali provvedimenti possano arrecare danni, anche economici, al personale militare? In caso di ricorso posso essere rimborsato delle spese legali sostenute?

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Art. 17 della Legge 266 del 1999 - Trasferimento del coniuge

Esiste una legge che imponga il trasferimento del militare nella sede dell’altro coniuge al fine di attuare il ricongiungimento familiare? In caso di trasferimento d’autorità di uno dei due coniugi è possibile chiedere il trasferimento dell’altro, se questi è un impiegato della pubblica amministrazione? Proviamo a dare qualche risposta: in questi giorni lo Studio legale degli avvocati Maiella e Carbutti, esperti in diritto amministrativo e militare, ha trattato il caso del ricongiungimento familiare tra due Ufficiali delle Forze Armate. La norma invocata dagli interessati, nella considerazione che uno dei due era stato da poco trasferito d’autorità è quella contemplata dall'art. 17 “disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze Armate e delle Forze di polizia” della L. 266 del 1999 rubricata "Disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia".

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Accolto RICORSO con istanza cautelare per un diniego di un trasferimento ai sensi della Legge 104 e condanna dell’Amministrazione: il caso del piano degli impieghi degli Ufficiali della Guardia di Finanza

I trasferimenti di sede ad istanza di parte come quello per l’assistenza al disabile (art. 33 co. 5 della L. 104 del 1992) e per l’avvicinamento al figlio minore (art. 42bis del D. Lgs. 151 del 2001), sono tra gli argomenti più sentiti che maggiormente preoccupano i militari appartenenti a tutte le Forze Armate e Forze di Polizia. Questo perché soventemente l’amministrazione effettua delle errate valutazioni emanando conseguenti rigetti illegittimi sia in punto di fatto che in punto di diritto. Diversi, infatti, sono i casi affrontati, trattati e risolti a seguito di un ricorso giurisdizionale al TAR competente con relativa condanna alle spese dell’amministrazione soccombente.

Tra questi, ancora un’altra grande e recente vittoria da parte degli avvocati MAIELLA e CARBUTTI, esperti in diritto militare in un ricorso al TAR avverso il piano degli impieghi degli Ufficiali della Guardia di Finanza. Il caso in questione è stato abbastanza particolare e complesso ed il ricorrente, dopo 3 richieste di trasferimento è stato costretto a rivolgersi ad avvocati specializzati in diritto militare per vedersi riconosciuto il giusto diritto alla valutazione della propria istanza di trasferimento ai sensi della Legge 104 del 1992.

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La difesa nei procedimenti disciplinari di stato e l'intervento di un legale

Ho ricevuto l'avvio di una sanzione disciplinare di stato, cosa posso fare? Come si scrivono delle corrette memorie difensive? Posso farmi assistere da un legale/avvocato? Come si sviluppa il procedimento disciplinare di stato? A queste domande, gli avvocati Carbutti e Maiella, grazie alla loro esperienza in diritto militare possono fornire adeguate e compiute risposte. L’art. 1370, comma 3 bis, del Codice dell’ordinamento militare (D.lgs. 66/2010), inserito dall’art. 1, comma 1, lett. dd), d.lgs. 173/2019, prevede espressamente: “nei procedimenti disciplinari di stato il militare inquisito, in aggiunga al difensore di cui ai commi 2 e 3, può farsi assistere, a sue spese, anche da un avvocato del libero foro”.

La disposizione è divenuta operativa in data 20.02.2020.

Se in precedenza, il militare, nel procedimento disciplinare di stato, poteva farsi assistere esclusivamente da un difensore militare, oggi, in aggiunta a detto difensore, il militare potrà richiedere e usufruire dell’assistenza di un Avvocato del libero foro, con tutte le implicazioni che ne conseguono in termini di strategia difensiva.

Ciao! Contatta via WhatsApp gli avvocati Maiella e Carbutti oppure scrivi studiolegale.cm@hotmail.com

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